...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.
vivo consapevolmente ogni attimo
Le emozioni sono cavalli selvaggi. Non sono le spiegazioni che ci fanno avanzare, è la volontà di proseguire.
Quanto più ci si avvicina al sogno, tanto più la Leggenda Personale comincia a diventare la vera ragione di vivere.
Paulo Coelho

SOGNO - ANDREA BOCELLI
Va ti aspetterò
Il fiore nel giardino segna il tempo
Qui disegnerò il giorno poi del tuo ritorno
Sei così sicura del mio amore
Da portarlo via con te
Chiuso nelle mani che ti porti al viso
Ripensando ancora a me
E se ti servirà lo mostri al mondo
Che non sa che vita c'è
Nel cuore che distratto sembra assente
Non sa che vita c'è
In quello che soltanto il cuore sente
Non sa
Qui ti aspetterò
E ruberò i baci al tempo
Tempo che non basta cancellare
Coi ricordi il desiderio che
Resta chiuso nelle mani che ti porti al viso
Ripensando a me
E ti accompagnerà passando le città da me
Da me che sono ancora qui
E sogno cose che non so di te
Dove sarà che strada farà il tuo ritorno
Sogno
Qui ti aspetterò
E ruberò i baci al tempo
Sogno
Un rumore il vento che mi sveglia
E sei già qua!

L'ironia nel suo miglior stile
C’è bellezza ovunque, ma non tutti riescono a vederla.
Saggezza compassione e coraggio sono le tre qualità morali universalmente riconosciute.
Confucio

La Natura è un tempio dove pilastri vivi mormorano a tratti indistinte parole; l’uomo passa, tra foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari.
Charles Baudelaire

E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.
tratto da “Siddharta” di Hermann Hesse
Telefonami tra vent'anni - Lucio Dalla
Telefona tra vent'anni
io adesso non so cosa dir
non so risponderti
e non ho voglia di capirti.
Invece pensami tra vent'anni pensami
io con la barba più bianca e una valigia in mano
con la bici da corsa e gli occhiali da sole
fermo in un qualsiasi posto del mondo chi sa dove
tra miliardi miliardi di persone
a bocca aperta senza parole
nel vedere una mongolfiera
che si alza piano piano
e cancella dalla memoria
tutto quanto il passato
anche le linee della mano
mentre dall'alto un suono
come un suono prolungato
il pensiero che è appena nato
si avvicina e scende giù.
Ahh! io sarei lo stronzo
quello che guarda troppo la televisione!
Beh qualche volta lo sono stato
importante è avere in mano la situazione.
Non ti preoccupare
di tempo per cambiare ce n'è
così ripensami tra vent'anni ripensami
vestito da torero con una torta in mano
l'orecchio puntato verso il cielo
verso quel suono lontano lontano
ma ecco che si avvicina
con un salto siamo nel duemila
alle porte dell'universo
importante è non arrivarci in fila
ma tutti quanti in modo diverso
ognuno con i suoi mezzi
magari arrivando a pezzi
su una vecchia bicicletta da corsa
con gli occhiali da sole
il cuore nella borsa
impara il numero a memoria
poi riscrivilo sulla pelle
se telefoni tra vent'anni
butta i numeri fra le stelle.
Alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera.
L'amore è come la pioggerella d'autunno: cade piano ma fa straripare i fiumi! __proverbio africano
Non sollevare il velo dipinto che quelli che vivono chiamano vita.
Una storia di fatti particolari è uno specchio che oscura e distorce ciò che potrebbe essere bello; la poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto.

Al vento dell'ovest
Selvaggio vento dell'Ovest, respiro
dell'Autunno già vivo che invisibile
fai morire le foglie e le trascini
come fantasmi fuggenti dal Mago
giallicce brune pallide rossigne
di febbre, moltitudine colpita
da contagio: tu che sospingi i semi
alati al cupo giaciglio invernale
ove immobili e gelide nel fondo
staranno come il morto nella bara
finché la tua sorella in Primavera
squillerà sulla terra ferma in sogno
e colmerà - spingendo cari bocci
simili a greggi pascolanti in cielo -
di colore e d'odore il monte il piano;
soffio selvaggio che dovunque t'agiti sei
distruttore e protettore, ascolta.
Tu nel cui corso fra il vertiginoso
precipizio del cielo sono sparse
come foglie avvizzite della terra
le nubi scosse dai contorti cespi
d'Oceani e Cieli annunciatrici di
fulmini e piogge poi disseminate
sul piano del tuo flutto azzurro d'aria
come capelli folgoranti alzati
su una testa di Menade furiosa
dal confine del debole orizzonte
fino allo Zenith altissimo quasi
dighe della tempesta ormai vicina;
tu funebre lamento del morente
anno cui questa notte che discende
sarà cupola di vasto sepolcro
sorretta dalla forza condensata
dei tuoi vapori, solida atmosfera
da cui grandine esploderà con pioggia
nera con fuoco di folgori, ascolta.
Tu che risvegli dai sogni d'estate
l'acqua celeste del Mediterraneo
dove giace cullata da correnti
limpide presso l'isola di pomice
entro il golfo di Baia e addormentata
vide torri e palazzi palpitanti
in fonda luce meridiana d'onde
soffocati da muschi azzurri e fiori
voluttuosi così che nel descriverli
muoiono i sensi; tu sulla cui strada
si apre la distesa dell'Atlantico
in voragini dove le marine
flore e gli umidi boschi rivestiti
dello smorto fogliame dell'Oceano
ti riconoscono alla voce e subito
tremano di terrore trascolorano
e rimangono anch'essi spogli, ascolta.
Fossi una foglia secca trascinata
da te, una nube che insieme a tè vola!
Un'onda sotto la tua forza, pane
anch'io del tuo soffio, appena un poco
più torpido di te che non hai freno!
Tornassi come nella fanciullezza
solo un attimo fossi il tuo compagno
nell'areo cammino senz'ostacoli
quando vincerti in corsa per il cielo
rimase appena un mio labile sogno.
Io non t'implorerei così invocandoti
dalla mia disperata condizione.
Sollevami come onda, foglia, nuvola.
Cado su spine d'esistenza. Sanguino.
Un lento seguito d'ore ha piegato
incatenato chi ti somigliava
troppo, o veloce, indomito, orgoglioso!
Fa di me la tua lira come il bosco.
Le nostre foglie appassiranno insieme
ma l'impeto di quelle tue armonie
trascinatrici a noi farà sgorgare
un gemito profondo ed autunnale
pur dolce nella sua tristezza. Sii
il mio spinto tu, spinto fiero!
Spargi sull'universo i miei pensieri
come foglie avvizzite a nuova nascita!
Sommuovi con il fascino di questi
versi come da un ceppo inestinguibile
e ceneri e faville in mezzo agli uomini.
E per la terra ancora addormentata
sii traverso le mie labbra la tromba
di una profezia. L'inverno viene,
ma può la primavera essere lontana?
«Quando si ama non vi è nulla di meglio che dare sempre, tutto, la propria vita, il proprio pensiero, il proprio corpo, tutto quel che si possiede; sentire quel che si dà; mettere tutto in gioco e poter dare sempre di più.»
G. de Maupassant

"Si fosse n'auciello"
Si fosse n'auciello, ogne matina
vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja:
"Bongiorno, ammore mio, bongiorno, ammore!".
E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille
e chiano chiano, comme a na carezza,
cu stu beccuccio accussi piccerillo,
mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo...
si fosse nu canario o nu cardillo.
Antonio de Curtis in arte Totò
Come il fabbro raddrizza una freccia, così il saggio governa i suoi pensieri, per loro natura instabili, irrequieti e difficili da controllare.
I pensieri fremono e si dibattono per sfuggire alla morte come pesci tolti alla loro dimora liquida e gettati sulla terraferma.
La padronanza della propria mente, ribelle, capricciosa e vagabonda, è la via verso la felicità.
Il saggio osserva continuamente i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti. Questa è la via verso la felicità.
tratto da "Il Dhammapada"

Il Dhammapada, o "Sentiero della Legge", è il libro più noto del Canone buddhista, scritto intorno al III secolo a.C. Nei suoi 26 capitoli raccoglie in 423 strofe i detti di Gautama il Buddha che ci appaiono, dopo più dì duemila anni, di estrema modernità e oggetto di studio e interpretazioni. Buddha non predicò una religione, né insegnò una filosofia come sistema di pensiero, offrì invece una spiegazione dell'infelicità umana e mostrò una pratica per liberarsene: "la Via del Buddha". La liberazione, che è essenzialmente libertà da se stessi, si realizza attraverso la meditazione e il risveglio dal sonno della coscienza.


..."Vi porto nel cuore, miei afflitti fratelli, vi amo, e disprezzo i vostri oppressori."
Sei tra quelli che, deposti alla nascita nella culla del dolore, sono stati allevati nel grembo della sventura e nella casa dell’oppressione? Il tuo pasto è una crosta di pan secco, inumidita dalle lacrime? La tua bevanda è acqua torbida in cui si mescolano sangue e lacrime?
Sei un soldato costretto dalla dura legge dell’uomo ad abbandonare moglie e figli per andare a combattere in nome dell’Avidità, quella che i tuoi superiori, errando, chiamano Dovere?
Sei un poeta soddisfatto delle proprie briciole di vita, felice del possesso di pergamena ed inchiostro, che dimora nella sua terra come uno straniero, sconosciuto agli uomini suoi simili?
Sei un carcerato, rinchiuso in una buia prigione per un reato di poco conto, su condanna di coloro che aspirano a riformare l’uomo corrompendolo?
Sei una giovane donna a cui Dio ha donato la bellezza e sei caduta preda delle basse voglie del ricco, che ti ha ingannata e ha comprato il tuo corpo ma non il tuo cuore, e ti ha lasciata nella miseria e nell’angoscia?
Se il tuo posto è tra questi, sei un martire della legge umana. Sei sventurato, e la tua sventura è il frutto dell’iniquità del più forte e dell’ingiustizia del tiranno, della brutalità del ricco e dell’egoismo dell’avido e del dissoluto.
Consolatevi, deboli, miei amatissimi, perchè c’è una potenza che è tutta giustizia, misericordia, pietà e amore.
Siete come un fiore che cresce all’ombra; arriva la brezza delicata e porta il vostro seme alla luce del sole, dove rivivrete, nella bellezza.
Siete come l’albero nudo, chino sotto la neve invernale; verrà primavera e dispiegherà su di voi il verde delle sue vesti; e la verità straccerà il velo di lacrime che nasconde il vostro riso. Vi porto nel cuore, miei afflitti fratelli, vi amo, e disprezzo i vostri oppressori.
tratto da. Kahlil Gibran – La voce del maestro – a cura di Isabella Farinelli
IL GIUSTO LAVORO ...

m'avevano promesso che avrei fatto carriera..
tante parole spese, una divisa vera..
era un lavoro nobile vestirmi da soldato..
e invece cara sai..
non sono più tornato..
Per fare il gioco sporco di chi NE parla bene..
di chi promette gloria e invece sono pene..
ora io sono al buio..
e tu dolore avrai..
perchè l'amore tuo non lo rivedrai mai..
Perchè quelli che raccontano "è morto per onore"..
qui non saranno mai e non proveran dolore..
per quel che mamma passa..
piangendo sulla tomba..
di un figlio ch'ella amava..
morto per una bomba...
gatitofuerte
.....ho imparato a sognare!!!
"Una volta io, Chuang-Tzu, sognai di essere una farfalla, una farfalla che svolazzava felice. Io non sapevo che essa era Chuang-Tzu . All'improvviso mi svegliai e fui veramente di nuovo Chuang-Tzu. Tuttavia io non so se ero io che stavo sognando di essere una farfalla, oppure una farfalla che sogna di essere Chuang-Tzu."


Ho imparato a sognare - Negrita
Ho imparato a sognare che non ero bambino
che non ero neanche un'età,
quando un giorno di scuola mi durava una vita
e il mio mondo finiva un pò là,
tra quel prete palloso che ci dava da fare
e il pallone che andava come fosse a motore.
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già.
Ho imparato a sognare e ho iniziato a sperare
che chi c'ha da avere avrà.
Ho imparato a sognare quando un sogno è un cannone
che se sogni ne ammazzi metà,
quando inizi a capire che sei solo e in mutande,
quando inizi a capire che tutto è più grande.
C' era chi era incapace a sognare
e chi sognava già.
Tra una botta che prendo e una botta che dò
tra un amico che perdo e un amico che avrò
che se cado una volta, una volta cadrò
e da terra da lì m'alzerò.
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò.
Ho imparato a sognare quando inizi a scoprire
che ogni sogno ti porta più in là
cavalcando aquiloni oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là,
quando tutte le scuse per giocare son buone,
quando tutta la vita è una bella canzone.
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già.
Tra una botta che prendo e una botta che dò
tra un amico che perdo e un amico che avrò
che se cado una volta una volta cadrò
e da terra da lì m'alzerò.
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò.
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò.
DOLCI SOGNI..!!
"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera"
Pablo Neruda
"Fragole Infinite" testo di Alberto Fortis
cantano So:ho e Morgan
Fragole infinite di cent'anni fa,
auto gialle corrono nel blu
l'orologio fermo sopra la città
nella torre segna un'ora in più.
Tu sei profumo di rosa e il fiume mi parlerà
di te conosce ogni cosa e sa.
L'oro che regali lo disegnerò
sopra un cielo fatto di bontà
l'ora delle fragole mi ha detto si
dalla torre della libertà.
Tu sei profumo di rosa e il mare mi parlerà
di te conosce ogni cosa e un giorno ti chiederà
dove volerai.
Sul tuo manto bianco mi riposerò,
salutando il sole salirai,
dentro il miele caldo ti ricorderò
come neve che non torna mai.
Tu sei profumo di rosa e
il cielo mi parlerà
di te conosce ogni cosa e sa.
BESOS..ABBRACCI..
"In un universo olografico non vi sono limiti all'entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà, perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo...."
Le teorie di Aspect, Bohm, Pribram sulla nuova fisica scuotono i principi della scienza tradizionale: dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è parte infinitesimale e totalità di "Tutto"
<<Nel 1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, condusse forse il più importante esperimento del 20º secolo. Aspect ed il suo team scoprirono che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. Come se ogni singola particella sappia esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.
Un fenomeno che può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein - che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce - è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.
La maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, ma l'esperimento di Aspect rivoluziona il postulato, provando che il legame tra le particelle subatomiche è effettivamente di tipo non-locale. David Bohm, celebre fisico dell'Università di Londra recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicassero la non-esistenza della realtà oggettiva. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato.
Per capire la sbalorditiva affermazione di Bohm gettiamo uno sguardo alla natura degli ologrammi. Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l'aiuto di un laser: l'oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica. Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità non è l'unica caratteristica interessante degli ologrammi: se l'ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scopre che ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine. Diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro. Si schiude così una nuova comprensione dei concetti di organizzazione e di ordine.
Per quasi tutto il suo corso la scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti. Gli ologrammi ci insegnano che alcuni fenomeni possono esulare da tale approccio. Bohm lo intuì, aprendo una strada alla comprensione della scoperta del professor Aspect.
Per Bohm il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Era infatti convinto che, ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale. Bohm semplificava con un esempio: immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate che l'acquario non sia visibile direttamente, ma solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario.
Guardando i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente. Essendo all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento, potremmo credere che i due pesci comunichino tra loro, istantaneamente e misteriosamente. Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica che esiste un livello di realtà del quale non siamo consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate bensì sfaccettature di un'unità più profonda e basilare, che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l'Universo stesso è una proiezione, un ologramma.
Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate. Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che un’immensa rete ininterrotta
In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, sicché anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente. Disponendo degli strumenti appropriati un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato. Cos'altro possa contenere il super-ologramma resta una domanda senza risposta. In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia: dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene ai raggi gamma. Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto-ciò-che-Esiste. Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello super-olografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbe un'infinità di ulteriori sviluppi.
Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad un’immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l'Universo col termine "olomovimento". Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l'informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l'Universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch'esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l'immagine intera. Dato il presupposto, tutte le manifestazioni della vita provengono da un'unica fonte di causalità che include ogni atomo dell'Universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di "tutto".
Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell'Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà. Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni '20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello: dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell'olografia. Egli ritiene che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l'area del frammento di pellicola che contiene l'immagine olografica.
Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe come il cervello riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. Quello umano può immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita (approssimativamente l'equivalente di cinque edizioni dell'Enciclopedia Treccani!). Di converso, si è scoperto che gli ologrammi possiedono una sorprendente possibilità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l'angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio.
La nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall'enorme magazzino cerebrale risulta spiegabile più facilmente, supponendone un funzionamento secondo principi olografici. Inutile, quindi, scartabellare nei meandri di un gigantesco archivio alfabetico cerebrale, perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: si tratta forse del massimo esempio in natura di un sistema a correlazione incrociata. Nell'ipotesi di Pribram si analizza la capacità del cervello di tradurre la valanga di frequenze luminose, sonore, ecc. ricevute tramite i sensi, nel mondo concreto delle percezioni. Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio, fungendo da strumento di traduzione per convertire un ammasso di frequenze prive di significato in un’immagine coerente: il cervello usa gli stessi principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori.
Vi è un’impressionante quantità di dati scientifici a conferma della teoria di Pribram, ormai condivisa da molti altri neurofisiologi. Il ricercatore italo-argentino Hugo Zucarelli ha applicato il modello olografico ai fenomeni acustici, incuriosito dal fatto che gli umani possono localizzare la fonte di un suono senza girare la testa, pur sordi da un orecchio. Ne risulta che ciascuno dei nostri sensi è sensibile ad una varietà di frequenze molto più ampia. Ad esempio: il nostro sistema visivo è sensibile alle frequenze sonore, il nostro olfatto percepisce anche le cosiddette "frequenze osmiche" e persino le cellule biologiche sono sensibili ad una vasta gamma di frequenze. Tali scoperte suggeriscono che è solo nel dominio olografico della coscienza che tali frequenze possono venire vagliate e suddivise.
La realtà? Non esiste.
Ma l'aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico di Pribram è ciò che risulta unendolo alla teoria di Bohm. Se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della realtà oggettiva? In parole povere: non esiste. Come sostenuto dalle religioni e dalle filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione. Noi stessi pensiamo di essere entità fisiche che si muovono in un mondo fisico, ma tutto questo è pura illusione. In realtà siamo una sorta di "ricevitori" che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di "mondi" esistenti nel super-ologramma.
Questo impressionante nuovo concetto di realtà è stato battezzato "paradigma olografico" e sebbene diversi scienziati lo abbiano accolto con scetticismo, ha entusiasmato molti altri. Un piccolo, ma crescente, gruppo di ricercatori è convinto si tratti del più accurato modello di realtà finora raggiunto dalla scienza. In un Universo in cui le menti individuali sono in effetti porzioni indivisibili di un ologramma e tutto è infinitamente interconnesso, i cosiddetti "stati alterati di coscienza" potrebbero semplicemente essere il passaggio ad un livello olografico più elevato. Se la mente è effettivamente parte di un continuum, di un labirinto collegato non solo ad ogni altra mente esistente o esistita, ma anche ad ogni atomo, organismo o zona nella vastità dello spazio, ed al tempo stesso, il fatto che essa sia capace di fare delle incursioni in questo labirinto e di farci sperimentare delle esperienze extracorporee, non sembra più così strano.
Il paradigma olografico presenta implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure, come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che un’illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum). Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l'illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come "fisico".
Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche spinge i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l'apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina. Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell'ologramma corporeo. Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la "visualizzazione" risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la "realtà".
Il mondo è una tela bianca
Perfino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l'ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro "Gifts of Unknown Things", il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte. Sebbene le conoscenze scientifiche attuali non ci permettano di spiegarle, esperienze come queste diventano più plausibili qualora si ammetta la natura olografica della realtà. In un universo olografico non vi sono limiti all'entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà, perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo. Tutto diviene possibile, dal piegare cucchiai col potere della mente, ai fantasmagorici eventi vissuti da Carlos Castaneda durante i suoi incontri con Don Juan, lo sciamano Yaqui. Nulla di più, né meno, miracoloso della capacità che abbiamo di plasmare la realtà a nostro piacimento durante i sogni. E le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.>>




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Come è meravigliosa la vita ora che tu sei nel mondo!!!
Elton John - Your Song... - La tua canzone...
È un pò divertente questa sensazione che ho dentro,
non sono uno di quelli che riescono a nasconderlo facilmente.
Non ho molto denaro, ma, dannazione, se l'avessi
comprerei una grande casa dove potremmo vivere entrambi.
Se fossi uno scultore, ma anche se non lo fossi
o uno che prepara pozioni in uno show itinerante,
so che non è molto, ma è il meglio che posso fare,
il mio regalo per te è la mia canzone e questa è per te
E puoi dire a tutti che questa è la tua canzone!
Forse è molto semplice ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia, spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto.
Come è meravigliosa la vita ora che tu sei nel mondo.
Mi sono seduto sul tetto e ho tolto il muschio con un calcio,
allora alcuni versi beh mi sono proprio girati nella mente,
ma il sole è stato davvero gentile mentre scrivevo questa canzone,
è per le persone come te che lo tengono acceso.
E scusami se l'ho dimenticato, ma è una cosa che mi succede,
lo vedi? ho dimenticato se sono verdi o azzurri
comunque ciò che conta, quello che voglio davvero dire,
è che i tuoi sono gli occhi più dolci che abbia mai visto.
E puoi dire a tutti che questa è la tua canzone,
forse è molto semplice, ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia, spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto.
Come è meravigliosa la vita ora che tu sei nel mondo.
Spero che non ti dispiaccia, spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto.
Come è meravigliosa la vita ora che tu sei nel mondo.
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