...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.       

energiavitale

vivo consapevolmente ogni attimo

SONO GIULI

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Utente: giuli1
amo la vita e regalo un sorriso anche a chi mi porge spine amo sentirmi libera come un gabbiano e volare in alto sul mare in tempesta o in cielo tra i raggi del sole giuli110@hotmail.it

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venerdì, 31 luglio 2009

Quando l'uomo ha esaurito le menzogne ritrova la verità nel nuovo sacco.

Cedere significa rimanere intero, venir piegato vuol dire diventare diritto, essere vuoto vuol dire farsi pieno, essere lacerato vuol dire essere rinnovato, avere bisogno vuol dire possedere, avere molto vuol dire essere confusi.

Amore_Energia

Chi si regge sulla punta dei piedi non ha equilibrio stabile.

Chi sforza i suoi passi non può camminare bene.

Chi si mette in mostra non è luminoso.

Chi si giustifica non gode buona reputazione.

Chi si vanta non acquista fiducia.

Proverbi cinesi

Le espressioni emozionali del volto

Il nostro volto é una macchina estremamente sofisticata e complessa che ha come funzione primaria quella di comunicare delle emozioni.
Il primo studioso che ha posto l’accento sul valore emotivo delle espressioni facciali è stato Charles Darwin, l’ideatore della teoria dell’evoluzione.
Questo biologo sosteneva che molte delle espressioni facciali, delle emozioni, fossero state selezionate per ragioni di adattamento all’ambiente cioè servissero a comunicare qualcosa, lo stato interno di una persona che, senza bisogno di parole, trasmette agli altri come si sente in quel momento: triste, felice, timoroso e via dicendo. Tutto ciò ha un valore sul piano personale e sociale; ad esempio la paura è un'emozione che segnala in genere un pericolo, e quindi è utile comunicarla ad altri membri della stessa specie.

In tempi attuali, le osservazioni di Darwin sono state approfondite e sviluppate dallo psicologo americano Paul Ekman. Questi  ha esaminato migliaia di espressioni facciali e ha elaborato un modello scientifico per la loro interpretazione. Gli atteggiamenti del volto sono stati osservati da questo ricercatore anche all’interno di culture molto diverse. Per esempio anche in un gruppo della Nuova Guinea, di cultura primitiva, le espressioni facciali che gli individui esibiscono quando provano un’emozione sono identiche a quelle mostrate da chi vive nel mondo occidentale.
Si è così appurato che la mimica di rabbia, disgusto, felicità, tristezza, paura e sorpresa sono uguali dappertutto.
Probabilmente, puntualizza Ekman, si tratta di comportamenti che hanno radici biologiche e che quindi non hanno bisogno di essere appresi per manifestarsi.
Grazie agli studi sulle espressioni facciali è stato possibile arrivare ad una descrizione particolareggiata di questa mimica, accorgendoci che può essere estremamente complessa e raffinata; alle volte, nel giro di pochi secondi, possono affacciarsi sul volto delle pose di cui, normalmente, ci si accorge a malapena dato che sono estremamente brevi.
In altri casi, le emozioni possono dare luogo a delle espressioni soffocate in cui l’atteggiamento della faccia viene inibito e quindi si osserva solo un brandello della mimica.
Le espressioni del volto sono spesso complesse e ambigue; questo accade soprattutto perché provengono da un sistema duplice, volontario e involontario, capace di mentire e di dire la verità, a volte contemporaneamente.
Le espressioni vere, sentite, attivano il movimento spontaneo di alcune regioni muscolari del volto; è possibile simularle, ma in modo, in genere, non convincente.
Quelle false invece sono intenzionali e comportano l’innesco volontario di una maschera: servono, in questo caso, a nascondere ciò che si prova veramente o a mostrare qualcosa che non si sente.
In linea di massima, è più facile fingere emozioni positive che negative: la maggior parte delle persone trova infatti molto complicato imparare a muovere volontariamente i muscoli che sono necessari per fingere realisticamente dolore e paura; mentre é più facile assumere l'atteggiamento della rabbia e del disgusto.

Nel suo libro "I Volti della Menzogna" Ekman elenca almeno tre chiavi di lettura per stabilire che un’espressione non sia genuina e sincera: asimmetria dell’espressione nei due lati del volto, scelta sbagliata dei tempi di innesco e disinnesco della mimica facciale, errata collocazione dell’espressione nell’interazione
Asimmetria: in una espressione facciale asimmetrica, le stesse azioni compaiono identiche nelle due metà del viso, ma sono più intense su un lato rispetto all’altro. Una spiegazione di questo fatto risiederebbe nel fatto che l'emisfero cerebrale destro sia più specializzato del sinistro nell’elaborazione delle emozioni: dato che l'emisfero destro controlla gran parte dei muscoli della metà sinistra del viso e il sinistro quelli della metà destra, le emozioni osservano con maggiore intensità sulla parte mancina del volto.
Se al contrario, è il lato destro a mostrare un certo atteggiamento in modo più marcato, possiamo presumere che l’emozione non sia sentita davvero.
Tempo: le espressioni tirate (che durano, cioè più di 10 secondi) sono probabilmente false: la mimica che esprime emozioni autentiche non resta sul viso più di qualche secondo. Se la sorpresa è genuina, poi, tutti i tempi, di attacco e di stacco, sono brevissimi: in genere si tratta di qualche secondo.
Collocazione nel discorso: se qualcuno finge di arrabbiarsi e dice ad esempio "ti metterei le mani addosso", per accertare che la minaccia sia vera, dobbiamo fare attenzione alla mimica, se i segni di collera nell’espressione facciale vengono dopo le parole, la persona non è poi così adirata come vorrebbe far credere.
Come regola, vale l'assunto che le espressioni del viso non sincronizzate coi movimenti del corpo costituiscono probabili indizi di falso.

http://www.linguaggiodelcorpo.it/

 

Charlie Chaplin_City Lights

Beautiful Soul_Jesse McCartney

non voglio un'altra faccia carina
non voglio solo qualcuno da stringere
non voglio che il mio amore vada sprecato
voglio te e la tua bella anima
tu sei la sola che voglia inseguire
tu sei la sola che voglia stringere
non lascierò che un altro minuto vada sprecato
voglio te e la tua bella anima
so che tu sei qualcosa di speciale
a te io sarei sempre fedele
io voglio essere ciò di cui hai sempre avuto bisogno
quindi spero che tu veda il cuore dentro di me
la tua bella anima, yeah
potresti aver bisogno di tempo per pensarci su
ma io sto bene solo andando avanti
rassicurerò la tua mente
se me ne dai la possibilità
non ti farò mai piangere, dai prova.
Sono pazzo di aspettarti
baby pensi di potermi volere anche tu
io non spreco il tuo tempo
vedi le cose come le vedo io
voglio solo sapere se anche tu senti questo
non c'è più nulla da nascondere
la tua bella anima, yeah


martedì, 28 luglio 2009

"All'intrasatta....."

poesia di Antonio de Curtis, in arte Totò!
musica mandolino napoletano!

L'ammore è na jurnata 'e sole
ca schioppa all'intrasatta dint' 'o core.
E 'o sole mio si tu!...
Schiuppanno all'intrasatta dint' 'a stu core
he dato vita nova a chesta vita;
l'essenza profumata 'e na viola
e ll'uocchie appassiunate 'e Margarita.


lunedì, 27 luglio 2009

Ancora qui.....

La luna e l'amore, quando non crescono calano.

Il fiore germoglia solo se hai seppellito il seme.

La natura rifà sempre allo stesso modo le medesime cose: gli anni, i giorni, le ore, le notti, e tutto continua all'infinito proprio per dirci che tutto è infinito ed eternità.

Proverbi Cinesi

Ancora Qui - Renato Zero

Non è mai facile un ritorno
Non è impresa da niente
Ma finalmente arriva il giorno che tu fai pace con te
Capire il vento, la ragione, il momento
Spogliarsi di ogni incertezza, inseguire un canto
Anche se per gli altri sarà follia
Ad occhi chiusi io riconoscerei la mia prima volta,
Tra quei sorrisi e quella sincerità il mondo era mio
Quella minestra calda quanto mi manca
Essere il primo a tutti i costi davvero stanca
Voglio respirare poesia, la mia!
Ancora qui per dire di si ai miei sentimenti
Con l’onestà di chi non ha mai barato con te
Abbracciami adesso perché è tempo di noi
Io non ti ho scordato, non l’ho fatto mai
Una domenica diversa da qui, talmente lontana
Era un appello che forse per noi non tornerà più
I miei pensieri in volo dalla finestra
Che diventava un pianeta quella mia stanza
Se il coraggio un premio non è, cos’è
Ancora qui per dire di si, riaccendere i sensi
Affinché tu non mi veda più diverso da te
Nessuna dogana per noi, nè ieri, nè mai
Ecco il mio indirizzo torna quando vuoi
Lascia la porta spalancata alla vita
Anche se l’hanno umiliata, brutalizzata
C’è ancora qualche cosa di me in ogni latitudine c’è
 Qualcosa per cui ritornerei da te
Da te.. ancora da te


sabato, 25 luglio 2009

...tintarella e riflessioni * * *

La nostra vita dovrebbe essere semplice e spontanea come le stagioni, con il freddo dell'inverno, il tepore della primavera, il caldo dell'estate e la dolcezza dell'autunno.

da "Incanto" di Romano Battaglia

 

Se il tuo bacio avrà l'ardore del sole, la rosa ti donerà tutto il suo profumo.

Proverbio arabo

 

Un mondo senz'amore, che sarebbe per il nostro cuore? La stessa cosa che una lanterna magica senza luce.

Goethe

Amore senza fine - Pino Daniele

Se mi guardi con gli occhi dell'amore
non ci lasceremo più
inganneremo il tempo e il dolore
sia l'estate che l'inverno.
E cambieremo il mondo ogni volta che vuoi
e fermeremo il mondo ogni volta che vuoi.
Perché non so che dire quando mi guardi così
non riesco mai a finire un discorso senza errori
perché mi fai impazzire quando mi guardi così
mi sembra di capire che voglio solo te in questo mondo
voglio solo te in questo mondo.
Se mi cerchi con gli occhi dell'amore
allora si mi troverai
fra le parole semplici e il sapore
di un mattino di primavera.
E cambieremo il mondo ogni volta che vuoi
e fermeremo il mondo ogni volta che vuoi.
Perché non so che dire quando mi guardi così
non riesco mai a finire un discorso senza errori
perché mi fai impazzire quando mi guardi così
amore senza fine io voglio solo te in questo mondo
voglio solo te in questo mondo.
When I look into your eyes I will feel so good
'cause you make a better day to me


giovedì, 23 luglio 2009

Il linguaggio del corpo....

I Segnali della Menzogna

Si dice che le bugie abbiano le gambe corte... probabilmente é proprio così; perché l'orientamento di gambe e piedi quando mentiamo, assieme a numerosi altri segnali non verbali, tradisce le nostre intenzioni e ciò che vogliamo celare. Quando mentiamo o quando intendiamo celare i nostri pensieri e i sentimenti  cerchiamo di controllarci e sembrare spontanei; proprio questo intento ci porta, a meno che non siamo dei “pezzi di ghiaccio” o degli attori consumati, a  lasciarci sfuggire qualcosa… specie se non abbiamo idea che un certo  comportamento li possa tradire. È per questo che l’osservazione dei segnali del  corpo ci può aiutare a svelare le menzogne: così, se qualcuno ci racconta  frottole, improvvisi tic al volto, il manipolare qualcosa, il deviare lo sguardo e  altri comportamenti involontari possono far trapelare i suoi veri atteggiamenti  o contraddire ciò che afferma. Nonostante ci sia la credenza che la bugia sia  legata a determinate azioni, in realtà ciò che trapela è solo un’emozione; per  cui, anche se mentiamo, quanto più siamo tranquilli o disinteressati, tanto più  riusciremo a controllarci. Al contrario, più siamo impauriti, in colpa o in ansia,  tanto meno potremo impedire a queste emozioni di “scapparci”.

Uno delle azioni che facciamo più di frequente quando vogliamo mascherare un  sentimento è il sorriso falso. Non tutti i sorrisi sono uguali: dall'analisi della  mimica è possibile individuarne oltre una cinquantina, ognuno con un aspetto e  un messaggio particolare. Già alla metà del diciannovesimo secolo il neurologo  francese Duchenne de Boulogne aveva individuato le caratteristiche del vero  sorriso sincero che coinvolge, oltre ai muscoli della bocca, anche quelli degli  occhi. In genere, si è notato che le persone si lasciano facilmente ingannare dai  falsi sorrisi; la causa di questi frequenti fraintendimenti è l'incapacità di  distinguere i veri sorrisi da quelli creati ad hoc. Il tratto comune al sorriso  autentico è la modificazione nell’aspetto prodotto dal muscolo zigomatico  maggiore che contraendosi, solleva gli angoli della bocca inclinandoli verso gli  zigomi. II sorriso genuino è contraddistinto da una contrazione spontanea di un  muscolo dell'occhio noto come pars lateralis. Lo studioso Paul Ekman ha messo in  luce, tramite la misurazione dell'attività cerebrale di varie persone sorridenti,  che solo quelle che contraggono questo muscolo attivano aree cerebrali che  determinano sensazioni di piacere. Quando invece si sorride in modo manierato  questo non accade e le “zampe di gallina” che si producono a lato degli occhi e il  lieve abbassamento delle sopracciglia che compaiono nel sorriso autentico non  sono presenti. Quando è usato come una maschera, il sorriso falso copre solo le  azioni della parte inferiore del viso e della palpebra inferiore. Inoltre il  sorriso falso risulta spesso asimmetrico e caratterizzato da un tempo di stacco  anomalo, per cui può scomparire in modo troppo improvviso o a singhiozzo.

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Anche alcune variazioni della voce e del modo di parlare possono accompagnare  la menzogna. Un tratto vocale che contraddistingue chi sta mentendo è un tono  che suona più acuto e stridulo. Se la persona prova del risentimento, ma vuole  nasconderlo, la sua voce tende a diventare più metallica, secca e di volume più  alto. L’articolazione delle parole subisce un’accelerazione, le parole vengono di  frequente “mangiate” e il discorso appare spezzato; inoltre, le pause fra le  parole si fanno più brevi. Se è amareggiata o scontenta (come di fronte ad un  regalo deludente) il suo timbro echeggia più basso, flebile e sospirato. In  questo caso, anche il parlare subisce un rallentamento e le pause sono più  lunghe.



Gesti e manipolazioni sono in genere buoni "compagni" delle bugie: spesso chi  mente, tende a gesticolare meno del solito; questo sia perché è più concentrato  del normale su quello che dice, sia perché riducendo i gesti, si sente meno  esposto. Una delle cose che chi mente invece fa di più è manipolare, stritolare,  premere qualcosa con le dita: può così appallottolare un foglietto, stringere il  pacchetto di sigarette o prendere una penna o il telefonino come se dovesse  usarlo, ma limitandosi a giocherellarci e a portare lo sguardo su di esso. Quest'azione diventa così un pretesto che consente di allieviare la tensione  dello sguardo diretto quando questo diventa insostenibile. Quando tutto il resto  del corpo "tace", ci pensano le nostre gambe e i nostri piedi a tradirci: se  siamo in ansia o ci sentiamo in colpa, le estremità saranno dirette verso una  potenziale via di fuga, come una porta, un atrio e perfino una finestra. Con i  piedi possiamo tradirci in molti modi: sollevando i talloni, torcendo le dita,  piegandoli sul lato esterno, calpestandoli, tirandoli indietro quando siamo  seduti...insomma, quello che esprimiamo in quei momenti é proprio l'intenzione di  "darcela a gambe"!

da: http://www.linguaggiodelcorpo.it/

Bugiardo e incosciente - Mina

Tu dormi e io sono qui da quando non lo so,
so che affondo così dentro l'odio che ho.
A tratti sentirei di svegliarti ma poi
ci penso e dico no, ora è meglio di no.
Ti guardo mentre sei abbandonato lì,
odio tutto di te ormai è così e te lo griderò
e tu saprai il perché non c'è niente fin qui che salverei di te.
Certo visto così da vicino
c'è il sonno che ti da un'aria da bambino,
certo visto così da vicino vicino che bambino che sei.
Guardo gli occhi che hai e le ciglia che hai
le ciglia lunghe in cui imprigionavi me.
Bugiardo più che mai, più incosciente che mai,
che tristezza però un amore con te.
E ti odio di più perché alle altre tu
tu non hai dato mai i giorni tristi e bui.
Quelle certo che no, non correvano qui
a consolare te, ma io stupida sì.
E a vederti così da vicino vicino
c'è il sonno che ti dà un'aria da bambino
e a vederti così da vicino vicino,
c'è il sonno che ti dà un'aria da bambino.
Io ti odio e fra un pò quando ti sveglierai.. basta,
non tacerò tanto è inutile ormai
e sceglierò per te quelle parole che
fanno male di più, vanno in fondo di più.
Me ne vado, dirò, ma un rimpianto ce l'ho
avere amato te senza un vero perché,
non so cosa darei per non dovere mai
pensare che son stata insieme a te.
E a vederti così da vicino
c'è il sonno che ti dà un'aria da bambino
e a vederti così da vicino vicino che bambino che sei.
Ti muovi e so già che un sospiro farai,
la testa girerai i pugni allargherai
e tra un secondo tu la bocca schiuderai
e quasi sveglio poi il mio nome dirai.
Ecco guarda son qui mi chino su di te
ma questa volta no, non cederò perché
è quasi dolce sai poter gridare che
nessuno al mondo mai ti odierà più di me,
sto per farlo però ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui amore mio ti amo
sto per farlo però ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo!


martedì, 21 luglio 2009

... serenata dedicata agli innamorati * * *

Napoli è, per definizione, la città del sole e dell’amore, quindi anche la città del canto, ispirato da elementi come la luce, il calore, e l’amore, di cui la città è bandiera. L’origine mediterranea ha nelle sue pieghe cadenze di provenienza dall’oriente e dall’occidente, dalla Grecia e dalla Spagna. Questi elementi si sono fusi, nel passaggio attraverso il golfo di Napoli, dando vita ad un canto inconfondibile, con caratteristiche di dolcezza e allegria tendente alla malinconia.
La prima vera grande espressione musicale della canzone napoletana avvenne con la comparsa della villanella, di origine cittadina, quindi popolaresca, o di origine paesana e campagnola, quindi popolare. Contadine si accompagnavano con nacchere e tamburelli e raccontavano scene di vita campestre in pubbliche feste, o durante balli, o canzoni d’amore, più dolci, sottolineate dal liuto o dal calascione. 
Verso la fine del secolo XVI, la villanella si trasformò in canzonetta e si modellò sul tipo strumentale di un’aria per danza.

La serenata paesana veniva considerata un rito attraverso il quale i due fidanzati si impegnavano al cospetto del mondo e degli uomini in una promessa d’amore. Dopo il chiaro consenso della famiglia dell’amata il giovane poteva esibirsi, con l’aiuto di musici e amici. Senza il consenso esplicito veniva considerata una serenata a dispetto, che avrebbe potuto provocare reazioni, anche gravi, da parte dei parenti della giovane.

"Luna caprese", serenata dedicata agli innamorati, che davanti alla bellissima luna di Capri riescono a vivere appieno il loro amore!!!

Ohéee!...
Cu me cantate 'sta canzone...
vuje ca suffrite 'e ppene de ll'ammore...
Capre,
ve pò 'ncantá cu na parola...
Só' accumparute 'e stelle a primma sera,
tutta Tragára luce 'mmiez'ô mare...
na fascia 'argiento sott''e Faragliune
e nu mistero 'int'a 'sta notte chiara.
Notte 'e silenzio e i', mo, chesta canzone,
cantá vulesse a chi mm'ha affatturato...
Tu, luna luna tu, luna caprese,
ca faje sunná ll'ammore a 'e 'nnammurate...
adduorme a nénna mia ca sta scetata
e falla 'nnammurá cu na buscía.
Tu, luna luna tu, luna busciarda,
famme passá sti ppene 'e gelusia
e fa' ca nénna fosse tutt''a mia...
Tu, luna luna tu...Luna caprese!...
E mo ca pure 'o mare s'è addurmuto
e 'e nnuvole, li stelle, hanno stutato,
dint'a sti bbracce meje, passione amara,
io te vurría tené cu nu respiro...
Ma è inutile, è destino, ca stu core,
canta surtanto pe' chi dice no!
Tu, luna luna tu, luna caprese,
..................................................

testo originale di Ricciardi_Cesareo


domenica, 19 luglio 2009

Salta sulla vita.....

Quando sboccia un fiore

Quando si alza un solo granello di polvere,
è coinvolto il mondo intero
Quando sboccia un fiore,
si manifesta l'universo intero

Pi Yen Lu

La vita è adesso - Claudio Baglioni

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra e ognuno in una stanza
e in una storia di mattini più leggeri e cieli smarginati
di speranza e di silenzi da ascoltare 
e ti sorprenderai a cantare ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all'aperto
e ti domandi certo chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi e soli in mezzo al mondo
con l'ansia di cercare insieme un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro e che si curvi verso te
con un'attesa di volersi di più e non capir cos'è
e tu che mi ricambi gli occhi in questo istante immenso
sopra il rumore della gente dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell'aria tenera di un dopocena
e musi di bambini contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni milioni
mentre ti chiederai dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c'è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade sei tu
che hai un vento nuovo tra le braccia mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso... è adesso!


sabato, 18 luglio 2009

...

giuli_risaia

  Dopo il verde temporale
colore vivido
della risaia.

Kyorai

Dopo il sogno,
com’è reale
l’iris.

Shushiki


postato da: giuli1 alle ore 08:00 | link | commenti (2)
categorie: haiku, zen , meditazione, buon giorno, giappone cultura e pensiero
giovedì, 16 luglio 2009

L'uomo che ama.....

Roberto è un uomo non ancora quarantenne che vive due storie d’amore diverse, in due momenti differenti nel tempo. Con Sara, vicedirettrice di un albergo del centro, e con Alba, che si occupa di allestimenti in una galleria d’arte contemporanea. Il gioco dell’amore lo porta a ricoprire nelle due storie ruoli opposti, a sperimentare sia la dolcezza sia la crudeltà dell’amore, e sopra ogni altra cosa la forza prepotente di un sentimento a cui nessuno riesce a resistere. Roberto cerca risposte nelle vite e nelle esperienze degli altri, nelle parole di suo fratello, nelle vicende della dottoressa con cui lavora, nei racconti dei suoi genitori. Ma la verità sull’amore, se davvero esiste, è lì, negli occhi delle sue due donne che lo guardano, nelle parole che si ripetono, nei momenti d’amore, negli inevitabili addii. La risposta che Roberto cerca è nel rischio della vita, nell’imprevedibilità degli eventi, nel sapere che tutto può finire, senza per questo rinunciare ad amare. Passione tra un uomo ed una donna vista con gli occhi maschili. Roberto è innamorato di Sara e farebbe qualsiasi cosa per lei. Ha voglia di convivere, di condividere a pieno la vita con la sua donna. Dopo la proposta di convivenza e poi di matrimonio arriva la crisi. Roberto si ritrova da solo con il desiderio di cominciare una vita nuova ed un amore nuovo. Sara invece riesce a mantenere una certa freddezza sentimentale, non lasciandosi mai coinvolgere fino in fondo fino a sparire in un week end in cui il suo cellulare rimarrà sempre spento. Roberto incuriosito indaga e scopre il tradimento della donna con un altro uomo. Roberto la respinge, ma soffre come mai ha sofferto prima. Amore e odio convivono in lui e lo inseguono nell’insonnia che diventa compagna di notti passate a passeggiare da solo, nel buio, senza luna. Questa è la fase in cui Roberto rinasce, cominciando una nuova vita priva di eccessi ma ricca di grande equilibrio, soprattutto interiore. Roberto attraversa la città di Torino nella sua solitudine e nel suo dolore così visibile seppur silenzioso quando arriva una nuova donna, Alba. Roberto ha paura di vivere una nuova storia. Ci prova, ma con molta fatica. Si sente addosso il rimpianto di un amore cessato e la paura di un nuovo sentimento.

 

Maria Sole Tognazzi firma la regia, parlandoci dell’amore con gli occhi di un uomo. Il suo modo di amare la carne, di sentirsi attratto, il suo modo di pensare ad un futuro in due, il suo modo di soffrire un dolore della separazione forzata da chi si ama, un amore che esiste ma che non ha più senso di esistere.
da:
http://www.universytv.it/cinema/uomoama1.php

 

IL TAO DELL'AMORE
Amore e sesso sono sempre stati considerati dalla filosofia taoista come  fondamentali per il raggiungimento della serenità interiore e dell'armonia  cosmica. Furono i Cinesi a compilare i più antichi e minuziosi manuali sessuali  del mondo dove vengono soprattutto elencate le tecniche in grado di ritardare  l'eiaculazione. Nell’antica concezione cinese del mondo, l’esistenza appariva  come il risultato di un processo dinamico che contemplava l’alternarsi di forze  passive e attive, di positività e negatività, il tutto in un perfetto equilibrio. Le  forze attive prendono il nome di yang, quelle passive di yin. Insieme, yang e yin,  si fondono per sospingere l’energia vitale, che esprime ciò che vi è di più  radicale nell’uomo come l’istinto di conservazione, la fame e il desiderio  sessuale, lungo il Sentiero Supremo. L’interazione e alternanza di questi due  elementi è chiamata TAO e il costante processo generativo che ne risulta, è  chiamato mutazione. Conseguenza di questa filosofia è la ricerca di una  perfetta armonia con la natura, cercando di raggiungere la stessa armonia e  fusione di yin e yang, attraverso il contatto e la fusione l’uno dell’altro. Lo yin  è identificato con un principio oscuro, passivo, umido, femminile, lo yang con  qualcosa di solare, caldo,  attivo, maschile. Secondo questa filosofia, il rapporto  sessuale è considerato  come l’equivalente umano delle forze cosmiche di yang e  yin. Non era comunque istituito un parallelismo diretto tra pene e vagina, ma  piuttosto tra essenza yin, le secrezioni degli organi sessuali femminili, e  l’essenza yang, lo sperma maschile. L’essenza femminile è considerata più forte  di quella maschile: l’uomo infatti può presentare limiti che riguardano la  capacità di ottenere l’erezione mentre la donna può accogliere l’uomo tutte le  volte che vuole. Le maggiori energie femminili, derivano anche dal fatto che la  donna affronta anche la gravidanza e l’allattamento. Il raggiungimento  dell’armonia yin –yang tra uomo e donna era la preoccupazione principale dei  più antichi manuali sessuali cinesi. Poiché l’essenza yang maschile è in quantità  limitata è considerata più preziosa. Lo yang si rafforza unendosi allo yin  femminile durante il rapporto sessuale: è quindi importante per l’uomo  prolungare il coito più a lungo possibile in quanto così può assorbire yin. Per  raggiungere la perfetta armonia tra yin e yang bisogna che anche la donna sia  soddisfatta: è infatti nell’ultimo stadio dell’atto sessuale, in cui avviene lo  scambio tra essenza yin e yang. I taoisti credevano che l'armonia sessuale  ponesse in comunione con la forza infinita della natura, la quale, a loro avviso,  aveva anch'essa soprannomi sessuali. Così per esempio, la Terra era la femmina,  o elemento Yin, e il Cielo era il maschio, o elemento Yang. Dalla loro interazione  derivava la totalità. Per estensione, anche l'unione di un uomo e di una donna  creava un'unità. E un'unità non meno importante dell'altra.

ricerca da web


martedì, 14 luglio 2009

...perchè ci sono legami che sono semplicemente destinati ad esistere!

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I legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare, ci uniscono  anche quando sembra che i legami si debbano spezzare; certi legami sfidano le distanze e il tempo e la logica perchè ci sono legami che sono semplicemente destinati ad esistere!
Grey’s Anatomy

Del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
Kahlil Gibran

Siamo liberi di andare dove ci aggrada e di essere quelli che siamo.
da “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach

Fammi sognare almeno tu - Renato Zero

Via
È tutto giusto ed hanno tutti ragione
Ma sono stanco di prestare attenzione
Voglio ascoltare solo te
Via
Non ho bisogno di nessuna saggezza
Ora mi servono imprudenza e incertezza
E tutta la pazzia che c'è
Via
Mi metto in gioco
Ch'io vinca o perda conta poco
Pareggi non ne voglio più
Tu... ti prego parlami
Che questa vita senza battiti
Non è mai stata la mia.
Via... via... via! ...Via
C'è un mondo assurdo da sembrare irreale
A te mio cuore dico:
“Fammi sognare! Fammi sognare almeno tu”
Via
E basta col buon senso e con gli schemi
Mi lascerò guidare senza più freni
E indietro non si torna più
Via
Così lontano che possa prendere per mano
La mia passata gioventù
Fa' che sia possibile
Per me che ho messo via le maschere
Scegliere qui la tua libertà
Mi aspetto un cielo senza nuvole
Cuore sincero, irreprensibile.
Fammi sognare almeno tu!
Via
E lascerò queste rovine per sempre
Seguendo la tua voce in mezzo alla gente
E non m’importa dove andrò
No purché sia altrove
In tutta un'altra dimensione
Dove non c'è meschinità
Là io voglio esistere
E tu mio cuore fammi credere
Credere che mi succederà....
Via...via...via!
Fammi sognare almeno tu!
 


lunedì, 13 luglio 2009

La donna.....

Per troppo tempo nella donna si sono nascosti uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è capace ancora di amicizia, ma conosce solo l’amore.

Nietzsche

Le donne non sono fatte per giudicarci, ma semplicemente per perdonarci quando abbiamo bisogno di perdono. Il perdono, non la punizione, è la loro missione.

Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne …solo adorate.

O. Wilde

Ascolta la donna quando ti guarda, non quando ti parla.

Quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell’eternità.

K. Gibran

La donna

Chi l'ha criata è stato nu grand'ommo,
nun 'o vvoglio sapè, chi è stato è stato;
è stato 'o Pateterno? E quanno, e comme?
Ch'avite ditto? '0 fatto d' 'a custata?
Ma 'a femmena è na cosa troppo bella,
nun 'a puteva fà cu 'a custatella!
Per carità, non dite fesserie!
Mo v' 'o ddich'io comm' è stata criata:
è stato nu lavoro 'e fantasia,
è stata na magnifica truvata,
e su questo non faccio discussione;
chi l'ha criata è gghiuto int' 'o pallone!

Antonio De Curtis_Totò