...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.       

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amo la vita e regalo un sorriso anche a chi mi porge spine amo sentirmi libera come un gabbiano e volare in alto sul mare in tempesta o in cielo tra i raggi del sole giuli110@hotmail.it

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giovedì, 30 aprile 2009

...riflessione della notte!!! "Per incanto e per amore"

giuli_per incanto

Chi sa mettere d’accordo la realtà della vita
con il suo mondo interiore pieno di poesia,
riesce a trasformare la vita di tutti i giorni
in una splendida fiaba.
Cerca di diventare ciò che non sei ancora,
rimani quello che sei.
In questo rimanere e in questo divenire
sta tutto il bello su questa terra.

da Incanto di Romano Battaglia

Per incanto e per amore - Claudio Baglioni

Fa' che il tempo di un uomo non sia
un istante e poi via
che non lascia mai niente di sé
nella storia di tutta la povera gente
e che un timido abbraccio non sia
solo un frutto d'inverno
ma un seme d'eterno.
Fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore.
Fa' che il senso di un uomo non sia
la paura di amare o la scia
di una barca legata che non prende il mare
e che questa già vecchia ribelle speranza non sia
più l'assurda distanza tra gli occhi e le stelle.
Fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore.
Fa' che il viaggio di un uomo non sia
la bugia di una meta ma la verità della strada
che è lunga e segreta
e che un pugno di riso non sia solo un altro abbandono
ma almeno la via di un sorriso e un perdono.
Fa' che sia così
per incanto e per amore.
Fa' che il cielo di un uomo non sia
questa notte infinita
ma un'alba di vita su tutta la terra
e che l'ultima guerra è finita
in un mondo con meno ingiustizia
capace di un gesto di pace e amicizia.
Fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore.
Fa' che il tuo prossimo sia
non soltanto chi ti è accanto
ma anche il prossimo che verrà qui
per incanto fa' che sia così
per amore fa' che sia così!


mercoledì, 29 aprile 2009

...anche se non so dove sei io ti immagino già!!!

giuli_stadio

...ti mando un bacio con il vento

e so che tu lo sentirai

ti volterai senza vedermi

chiudendo gli occhi capirai

e mi sentirai!!!!

Stadio

Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato.

Osho


martedì, 28 aprile 2009

...parlerò al cuore!!!

Cuore a metà - Marina Rei 

Non mi nascondo
dietro ricordi che non saprei mai dimenticare
come il sorriso che avevi tu
come quei baci che ti rubavo
e le carezze che mi sfioravano piano.
Parlerò al cuore, mi ascolterà
c'è troppo amore, ne morirà. 
E mi confondo
tra tanta gente la gente che c'è
sono qui e piango
sono qui e piango con l'anima mia
sono ma non sono più la stessa
dimmi chi sono
sono chi sono io senza te
parlerò al cuore, mi ascolterà
c'è troppo amore, ne morirà
parlerò al cuore, cuore a metà
c'è troppo amore, ne soffrirà 

Mi manchi già - Stadio

Mi manchi già
e sei soltanto sulla porta di casa
mi manchi già
adesso stai uscendo a fare la spesa
mi manchi già
sento i tuoi passi mentre scendi le scale
più te ne vai
e più io sento il mio dolore che sale.
Mi manchi già
ma tra di noi lo sai che basta il pensiero
proprio così
se pensi ti sembrerà che sia vero
io sono qua
tu devi solamente chiudere gli occhi
ti sembrerà
che io sia lì con te davvero e mi tocchi...
Sentimi, ti sto chiamando
sentimi, io cerco di raggiungerti,
ovunque tu sia
tu sentimi, ti sto pensando
sentimi, io cerco di raggiungerti,
ovunque tu sia
Mi manchi già
prendo la macchina e ti vengo a cercare
ci provo ma
lei non si accende e allora niente da fare
ritorno su
ma nella stanza c'è soltanto il tuo dolore
te lo dirò
perchè io so che tu mi puoi ascoltare.
Sentimi ti sto parlando
sentimi, io cerco di raggiungerti,
ovunque tu sia.
A noi non servono telefoni
c'è un filo sopra la città
mi stai dicendo che ti liberi
e stai tornando indietro,
ormai sei qua.
Sentimi, ti sto chiamando
sentimi, io cerco di raggiungerti, ovunque tu sia.
Sentimi, ti sto sfiorando
sentimi, io cerco di
raggiungerti, ovunque tu sia.


lunedì, 27 aprile 2009

Ho fame della tua bocca!!!!!!!!

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.

Pablo Neruda

        

Le tue mani - Gatto Panceri

Le tue mani sono gabbiani in un cielo azzurro
chi mi colpisce, stupisce, guarisce sei tu
che hai più calore del sole,
ne hai molto di più
è quasi telepatia e mi passi energia
e mi accarezzi e apprezzi ogni parte di me con confidenza,
indecenza, vergogna non c'è
tra le tue dita la vita mi sembra che sia dolcissima
di te, di tutto quel che hai
le cose più preziose non immaginerai che sono
le tue mani
sono gabbiani in un cielo azzurro
le tue mani
entrano dentro al mio cuore di burro
le tue mani
battono il tempo e accendono il fuoco
le tue mani a poco a poco
io voglio le tue mani adesso
perché non è solo sesso è qualcosa di più
con te mi pare che il mare sia di un altro blu
e come l'alta marea mi lasci in apnea
e poi mi blocchi, mi tocchi, mi tieni a metà
e tra la vita e la morte c'è un'eternità
tra le tue dita anche l'acqua mi sembra che sia purissima
per me, di tutto quel che fai
l'azione più preziosa è il bene che mi dai, dai con
le tue mani
sono gabbiani in un cielo azzurro
le tue mani
entrano dentro al mio cuore di burro
le tue mani
battono il tempo e accendono il fuoco
le tue mani a poco a poco
io sento le tue mani sopra di me
le guardo mentre preghi anche per me
le asciugo mentre lavi lenzuola blu
io voglio le tue mani addosso
e per dire che mi ami usa le tue mani
per dirmi che mi ami...
le tue mani sono gabbiani in un cielo azzurro
le tue mani entrano dentro al mio cuore di burro
le tue mani battono il tempo e accendono il fuoco
le tue mani a poco a poco
io sento le tue mani sopra di me
le guardo mentre preghi anche per me
le asciugo mentre lavi lenzuola blu
io voglio le tue mani addosso
le tue mani...
le tue mani adesso

          


domenica, 26 aprile 2009

"La cosa più grande che tu possa imparare è amare e… lasciarti amare!"

 Your Song - Elton John

È abbastanza divertente questa sensazione che ho dentro
Non sono uno di quelli che riescono a nasconderlo facilmente
Non ho molto denaro, ma, dannazione, se l’avessi
comprerei una grande casa dove potremmo vivere entrambi.
Se fossi uno scultore, ma anche se non lo fossi
o uno che prepara pozioni in uno show itinerante
So che non è molto, ma è il meglio che posso fare
Il mio regalo per te è la mia canzone
e questa è per te
E puoi dire a tutti, che questa è la tua canzone
Forse è molto semplice ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita ora che ci sei tu nel mondo.
Mi sono seduto sul tetto e ho tolto il muschio con un calcio
Allora alcuni versi beh, mi sono proprio girati nella mente
Ma il sole è stato davvero gentile mentre scrivevo questa canzone
È per le persone come te che lo tengono acceso.
E scusami se l'ho dimenticato ma è una cosa che mi succede
lo vedi, ho dimenticato se sono verdi o azzurri
comunque ciò che conta, quello che voglio davvero dire,
è che i tuoi sono gli occhi più dolci che ho mai visto.
E puoi dire a tutti, che questa è la tua canzone
Forse è molto semplice ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita ora che ci sei tu nel mondo.

giuli_edenlandia


venerdì, 24 aprile 2009

"Non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere."

Chitarra suona più piano
qualcuno può sentire, soltanto lei deve capire
lei sola deve sapere che sto parlando d'amore.
Cantano i grilli nel grano e un passero sul ramo,
nessuno dorme questa sera,
nemmeno lei che a quest'ora stringe il cuscino e sospira.
La luna è ferma nel cielo, la lucciola sul melo
chitarra mia suona più piano, anche se incerta la mano
suona chitarra che è l'ora.
L'ora di darle tutto il bene che ho nel cuore
di dirle addio per sempre o perdonare
e amarla come un altro non può fare.
É l'ora di respirare un sorso d'aria pura
un prato è verde quando è primavera
il sole è caldo e poi scende la sera per noi.
La notte odora di fieno, io dormo sul suo seno
Dio come batte il suo cuore.
La gente sogna a quest'ora
dormi chitarra che è l'ora
l'ora di darle tutto il bene che ho nel cuore
di dirle addio per sempre o perdonare
e amarla come un altro non può fare.
É l'ora di respirare un poco d'aria pura
un prato è verde quando è primavera
il sole è caldo e poi scende la sera 
l'ora....

Nicola Di Bari


mercoledì, 22 aprile 2009

....e i loro sguardi si incrociano....

Nel mondo esiste sempre qualcuno che attende qualcun'altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza.
Esistono solo in quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state create dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l'Amore e che ha creato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole.
Perchè, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell'umanità.

PAULO COELHO


postato da: giuli1 alle ore 23:04 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni, buonanotte, paulo coelho, citazioni celebri
martedì, 21 aprile 2009

Isis Wings!!!

Photobucket

Inno a ISIDE

Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

(III-IV secolo a.C. - rinvenuto in Egitto a Nag Hammadi)

Iside era una dea alata che ha rappresentato tutto ciò che era visibile, la nascita, la crescita, lo sviluppo e la forza. Con le sue ali era una dea del vento. Ogni qualvolta voleva poteva trasformare se stessa in uccello alato. ISIDE o Isis o Isi (in lingua egiziana Aset cioè trono), originaria del Delta, appartiene alla categoria delle grandi Dee Madri; nella mitologia egizia è la dea della maternità e della fertilità che insegnò alle donne d'Egitto l'agricoltura. 
Divinità in origine celeste, associata alla regalità, faceva parte dell'Enneade. 
Tuttavia le sue imprese e i suoi attributi fanno di lei l'archetipo per eccellenza dell'anima compagna. La sua devozione ad Osiride fu tale che Lei potè salvarlo dalla morte per ben due volte, ricomponendone i pezzi e restituendogli la vita.
Iside rappresenta la ricerca suprema dell'anima gemella, l'uso consapevole del potere femminile dell'amore e del misticismo. Forte dei suoi molteplici talenti e della sua magnificenza, Iside è altresì rivelatrice della forza di una donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.
Iside dalle braccia alate, prima figlia di Nut, il cielo che tutto abbraccia, e del dio della piccola terra Geb, nacque nelle paludi del Nilo il primo giorno di uno dei primi anni della creazione.
Fin dal principio Iside rivolse un occhio benevolo sul popolo della terra, insegnando alle donne a macinare il grano, a filare il lino, a tessere e ad addomesticare gli uomini a sufficienza per riuscire a vivere con loro. La stessa Dea viveva col proprio fratello Osiride, dio delle acque del Nilo e della vegetazione che spunta dall’inondazione delle sue rive.
Una volta raggiunta l’età adulta, Iside andò in sposa al fratello Osiride. L’armonia che li circondava era tale che tutti ne rimanevano piacevolmente coinvolti. Le loro giornate scorrevano all’insegna del nutrimento del mondo; i poteri di Iside associati a quelli di Osiride facevano sì che il cibo scaturisse a profusione dal ricco suolo egiziano e dal fertile Nilo.
Le loro notti erano scandite dall’estasi dell’amore; non vi era luna o stella che potesse offuscare la loro passione. Tutti amavano Iside e Osiride; tutti tranne Set, il loro gelosissimo fratello.

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Il mito di ISIDE

Il mito della creazione legato all'Enneade narra che in principio vi era il Nun, il caos incontrollato, elemento liquido e turbolento, il non creato. Dal Nun emerse una collinetta dalla quale nacque Atum (visto come Atum-Ra). Quest'ultimo con la sua saliva diede vita a Shu (l'aria) e Tefnut (l'umido), i quali a loro volta generarono Geb (la terra) e Nut (il cielo).
Il mito racconta che questi ultimi se ne stavano sempre uniti e impedivano alla vita di germogliare, così Atum ordinò al loro padre, Shu, di dividerli. Con le mani Shu spinse Nut verso l'alto facendole formare la volta celeste e con i piedi calpestò Geb tenendolo sdraiato. In questo modo l'aria separò il cielo dalla terra. Geb, il dio della terra, e Nut, la dea del cielo, a loro volta generarono due figli, Osiride e Seth, e due figlie, ISIDE e Neftis. ISIDE sposò Osiride, e Neftis sposò Seth. Osiride governava con saggezza la terra ereditata dal padre. Osiride era un dio pastorale e a lui si rivolgevano gli agricoltori e i pastori perché i loro raccolti fossero abbondanti e le greggi si moltiplicassero. Così benigno e cordiale era questo dio che spesso andava tra gli uomini per infondere loro il suo stesso amore per la natura e insegnare l'arte per rendere fertili i campi e feconde le greggi. Né si limitò alla sola terra d'Egitto ma andò tra gli altri popoli, e da tutti ricevette gratitudine e onore. Disgraziatamente aveva un fratello malvagio ed invidioso, Seth, il quale, durante una sua assenza non fece altro che pensare come avrebbe potuto prendere il suo posto per ricevere dagli uomini gli stessi onori. Quando Osiride tornò Seth si mise ad insidiarlo con mille astuzie per riuscire nel suo intento: fece costruire un magnifico sarcofago che aveva le dimensioni esatte del corpo di Osiride e, durante un banchetto, promise di regalarlo a chi sdraiatosi in esso lo avrebbe riempito perfettamente. Molti ci provarono ma il sarcofago risultava sempre o troppo grande o troppo stretto; infine anche Osiride fece la prova ma, quando già si rallegrava di aver vinto la gara, gli amici di Seth chiusero a tradimento il sarcofago, lo portarono sulle sponde del Nilo e lo gettarono nelle acque del fiume in piena.
ISIDE, che quella sera non era presente al banchetto, dopo aver atteso per qualche tempo sognò Osiride che le rivelò in sogno il responsabile dell'omicidio. Si mise quindi alla sua ricerca per tutto l'Egitto, ma invano. Alla fine arrivò sulle coste della Fenicia e lì ritrovo la salma che era stata trascinata dalle correnti marine.
ISIDE riportò a casa il cadavere a cui diede sepoltura nelle paludi del delta del Nilo. Ma Seth non era tranquillo, andò dunque alla sepoltura e tagliò il corpo del fratello in quattordici pezzi che disseminò per tutto l'Egitto. Quando ISIDE lo seppe riprese le sue peregrinazioni finché non riuscì a rintracciare tutte le membra del marito, e una volta ricomposte, agitando le sue ali avvolse sulla salma un vento vitale e lo baciò tanto appassionatamente che la componente divina di Osiride trapassò nell'al di là.
Tornato in vita Osiride denunciò Seth al tribunale degli dei ma poiché neppure un dio può continuare a vivere sulla terra quando ha conosciuto la morte, Osiride divenne il signore del mondo sotterraneo e dei morti lasciando al suo ultimo figlio, il piccolo Horus, il compito di vendicarlo.
Il piccolo Horus fu allevato segretamente nelle paludi del delta dove la madre lo aveva fatto rifugiare temendo Set, e quando fu in età da poter affrontare la lotta si presentò per sfidare in battaglia il malvagio zio. Feroce fu la lotta ma Horus risultò vincitore e il saggio dio Toth ridiede la vista a uno dei suoi occhi ferito nel combattimento. Poi lo condusse davanti al concilio degli dei che accolsero Horus con grande festa. Tuttavia Seth cercò di portare contro di lui false accuse così ne seguì un processo che durò ottanta anni finché ISIDE andò segretamente sull'isola in cui si teneva il processo e assunse le sembianze di una mortale presentandosi a Seth e dicendo: "signore, io sono la moglie di un bovaro, mio marito è morto e il mio unico figlio sorveglia il bestiame di suo padre, però è arrivato uno straniero il quale si è impadronito delle nostre stalle e ha detto a mio figlio che lo batterà e si prenderà tutto il bestiame." allora Set rispose : "se è ancora in vita il figlio del padrone mai si dovrà dare il bestiame allo straniero." a queste parole ISIDE si rivelò gridando : "Seth tu hai pronunciato la tua condanna!" e infatti tutti gli dei riconobbero che Set così dicendo aveva pronunciato la sentenza contro se stesso.
Seth sconfitto fu accecato ed esiliato e continuò ad esistere in quanto rappresentazione del male. Horus fu riconosciuto sovrano del mondo terreno così come il padre suo era sovrano del mondo sotterraneo e da allora i re egiziani si proclamarono successori di Horus.

ricerca dal web e da: 

http://www.ilcerchiodellaluna.it


domenica, 19 aprile 2009

BUONA DOMENICA!!!....

giuli_danza

L'uomo è cittadino di due mondi: quello condizionato dallo spazio-tempo e accessibile alla ragione e all'approccio tecnico, e quello che costituisce la realtà autentica del suo essere e che è al di là dello spazio e del tempo; quest'ultimo è accessibile soltanto alla nostra coscienza interiore, intima, e non alla ragione legata all'osservazione oggettiva.
La destinazione dell'uomo consiste nel diventare una persona che nella propria esistenza legata allo spazio-tempo può rendere testimonianza al suo essere sganciato da spazio e tempo. Per giungere a tanto, dobbiamo prima di tutto imparare a prendere sul serio le esperienze nelle quali in particolari momenti la divina essenza ci tocca e ci chiama.
La doppia origine dell'uomo è quindi accessibile all'esperienza. Essa è la fonte, la promessa e il compito della vita umana, e può essere vissuta sulla via iniziatica, il cui punto di partenza è l'esperienza dell'essere e il cui strumento è l'esercizio spirituale, l'exerzitium.
La vita, vissuta come cammino iniziatico, è la vita dell'uomo che si è destato alla sua autentica essenza.

Karlfried Graf Dürckheim in "I grandi iniziati del nostro tempo" di  P. Giovetti

…Hara è il centro del corpo umano, ma il corpo, in quanto corpo umano, è qualcosa di più di una mera realtà biologica e fisiologica. Peraltro, il significato complessivo di quella espressione "hara no aru hito" è: «l'uomo che possiede un centro». Corrispondentemente, hara no nai hito vuol dire: l'uomo privo di un centro. L'uomo a cui manca un centro perde facilmente l'equilibrio, mentre chi lo ha lo conserva sempre. In più, in lui vi è qualcosa di calmo e che tutto abbraccia. Ha una «ampiezza umana». L'espressione hara no aru hito significa anche questo. E quando questo aspetto ha un particolare rilievo, si parla di hara no hiroi hito, intendendo, come già con hara no aru hito, l'uomo che ha una grandezza d'animo, che è generoso, che ha ampie vedute, opposto all'hara no nai hito o all'hara nochiisai hito, che è l'uomo dall'animo limitato e meschino. Ma qui non si tratta solo delle relazioni con altri uomini e del modo di sentire ma anche di comportamento di fronte a situazioni che si presentano ad un tratto e del modo di giudicare e di reagire. L'uomo che ha un centro giudica in modo sereno ed equilibrato. Ha il senso di ciò che è importante e di ciò che non lo è. La realtà gli si presenta non deformata ma nella relazione oggettiva dei suoi valori. L'hara no aru hito lascia tranquillamente che la realtà gli si avvicini; nulla lo spaventa, nulla altera la sua calma prontezza a intervenire in modo adeguato. Non si tratta, qui, di insensibilità, ma dell'effetto di una data costituzione interiore da lui realizzata, caratterizzata da una elasticità «in profondità», la quale permette di prender posizione nel modo giusto di fronte ad ogni situazione, con naturalezza e con calma. Così l'epressione hara no aru hito allude anche direttamente a chi in un dato frangente sa quel che deve fare, lasciando che nulla lo sconvolga. Se al divampare di un incendio i più si agitano e corrono in modo disordinato, l'hara no aru hito fa in modo calmo e rapido quel che vi è da fare, constata la direzione del vento, mette in salvo le cose più importanti, porta dell'acqua, agisce senza sosta come la situazione l'esige, con chiarezza di mente. L'hara no nai hito è l'opposto di ciò. (pp. 34-35).

da "Hara. Il centro vitale dell'uomo secondo lo Zen" di Karl Graf Dürckheim


Tradotto letteralmente, Hara significa "ventre", e si riferisce all'intera zona che va dallo stomaco agli organi genitali. In giapponese Hara assume un significato più ampio. Con questo termine si intende il centro della forza fisica e spirituale. Pur essendo il centro del nostro corpo materiale, all'Hara viene data un'anima. Anche secondo la concezione giapponese il ventre è il centro dell'uomo per antonomasia, e l'espressione dell'Hara è un'espressione dell'essere vero di tutta la persona.
L'Hara è l'origine ed il centro della forza fisica e dell'energia vitale; per questo in tutte le arti marziali orientali assume un ruolo significativo. L'esercizio del ventre (Hara wo neru) non interessa solo le arti marziali e lo Zen, ma per ogni giapponese inizia nella fanciullezza ed è parte integrante della sua educazione. Il contegno dell'uomo, il suo modo di rilassarsi e di respirare, come anche l'autocontrollo e lo stato di salute, è tutto originato dall'Hara, il centro del comportamento retto.
Lo sviluppo e il controllo del Ki dipende esclusivamente dall'Hara. Nelle arti marziali l'Hara è l'elemento fondamentale senza il quale ogni esercizio perde significato. I principi basilari per l'esecuzione di un kata (come mostrare la forza, l'equilibrio tra tensione e rilassamento ed il principo della calma e della velocità) si basano sulla filosofia dell'Hara che, sia negli esercizi spirituali che in quelli fisici, si esprime in tre aspetti: Condotta, Tensione/Rilassamento e Respirazione. L'esercizio delle tecniche determina, attraverso questi tre aspetti, un insieme armonico che si manifesta nel movimento del corpo e nell'equilibrio spirituale. Senza il coinvolgimento del corpo non si può fare nessun movimento. Il movimento del corpo è strettamente connesso all'atteggiamento interiore che è dal primo condizionato. Riacquistando la forma fisica si genera un'influenza interiore cui l'uomo ricorre per correggere l'intero suo comportamento.

Energy flow - Ryuichi Sakamoto


sabato, 18 aprile 2009

...Siamo anche il tempo trascorso...

“È molto difficile cancellare i segni profondi che gli avvenimenti hanno impresso sulla nostra anima. Siamo il frutto del nostro passato, siamo la vita stessa che ci è cresciuta dentro come il fusto di un albero con i colori, i profumi e le imperfezioni che i venti e le piogge hanno fissato per sempre sulla sua corteccia. Siamo anche il tempo trascorso: sta in noi scegliere se diventare uomini nuovi o rimanere vecchi come i nostri anni e i nostri ricordi. Dobbiamo trovare il coraggio di alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano l’imbarcazione. Cercare di dare un senso alla nostra esistenza può esasperare il nostro animo, ma una vita priva di questo significato rappresenta la tortura del desiderio e dell’inquietudine.”

da "Silenzio" di Romano Battaglia

 


dedicato a mia madre!!!

SEI SEMPRE NEL MIO CUORE

giuli_mamma

ogni giorno un mio solare...gioioso...affettuoso...

pensiero è rivolto a te!

mi manchi!

la tua preferita!!!


postato da: giuli1 alle ore 13:56 | link | commenti
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