...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.       

energiavitale

vivo consapevolmente ogni attimo

SONO GIULI

giuli1
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amo la vita e regalo un sorriso anche a chi mi porge spine amo sentirmi libera come un gabbiano e volare in alto sul mare in tempesta o in cielo tra i raggi del sole giuli110@hotmail.it


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domenica, 30 novembre 2008

Un pensiero al buddhismo Nichiren augurando una...

giuli_buonadomenicaLavorate, come se non aveste bisogno di soldi,
Amate , come se non doveste mai soffrire,
Ballate, come se nessuno vi guardasse

Daisaku Ikeda

Daisaku Ikeda, Maestro Di Dialogo - Giaiero Prisca 

Gandhi era perentorio: Devi dialogare! A parole tutti sono disponibili al dialogo, ma nei conflitti dialogare non è affatto facile. È un’arte alla quale educarsi ed esercitarsi. Nella sua incessante e intensissima attività, Daisaku Ikeda ha offerto una molteplicità di esempi di dialogo. Al centro del suo pensiero c’è l’idea che la trasformazione profonda della persona sia la chiave per la pace, per il benessere di tutti gli esseri viventi e per un armonioso rapporto con la natura. Senza questa “rivoluzione umana” le riforme sociali e strutturali non riuscirebbero da sole a produrre effetti duraturi. Le sue azioni nascono dalla fede nella capacità delle persone di costruire legami di amicizia e fiducia attraverso culture e tradizioni. In forza di questa convinzione ha incontrato tutti i grandi profeti del Novecento.
Di lui ha detto Michail Gorbaciov: “Daisaku Ikeda è un esempio di riformatore sociale moderno, religioso ed educativo, che ha saputo utilizzare l’infinito potenziale di una religione per costruire relazioni di amicizia e legami culturali tra le nazioni di tutto il mondo. Egli mostra di avere una visione planetaria assente da ogni tipo di pregiudizio. Una qualità particolare di questa prospettiva è il suo genuino interesse verso la gente comune con cui egli stesso ha un eccellente rapporto. Il caposaldo della sua filosofia, del resto, è proprio il valore che si dà alle persone comuni”. L’ottantenne Daisaku Ikeda ancora oggi con un fresco entusiasmo continua a battere le strade del mondo per rilanciare il dialogo “una sfida antica e nuova quanto l’umanità stessa. Gli esseri umani sono creature dialogiche; abbandonare il dialogo significa abbandonare la nostra umanità. Senza dialogo la società è come avvolta nel silenzio della tomba”.

 

Ikeda nacque a Tokyo il 2 gennaio 1928, da genitori poveri. Come molti in quel tempo conobbe la brutalità della seconda guerra mondiale e ne divenne un tenace oppositore quando vi perse il fratello. Conobbe poi Josei Toda, attivo pacifista, già incarcerato dal regime militare giapponese e allora presidente della Soka Gakkai. Attraverso di lui conobbe il buddismo di Nichiren Daishonin. Considerò da subito Josei Toda suo mentore e abbandonò gli studi sotto la scuola statale con il desiderio di aiutare il suo maestro, (che da parte sua ricambiò insegnando la mattina presto al giovane Daisaku tutti gli studi da lui affrontati in giovane età) per seguire i suoi passi tra la ricostruzione dell'associazione religiosa, distrutta dalla repressione della dittatura, e l'impresa di una casa editrice. Superati momenti di grande incertezza economica e ricostituita l'associazione, Daisaku Ikeda successe alla presidenza della Soka Gakkai, con il preciso compito, solennemente affidatogli dal suo maestro, di far conoscere il buddismo di Nichiren Daishonin in tutto il mondo.
Daisaku Ikeda è una figura intellettuale particolarmente prolifica, nota anche al di fuori dell'associazione religiosa di cui è presidente, in particolare per le sue proposte di dialoghi filosofici con esponenti di diverse culture e discipline scientifiche, tra questi René Simard e Guy Bourgeault, Majid Tehranian, Michail Gorbaciov e Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma e tra i primi teorici dello sviluppo sostenibile. Daisaku Ikeda è noto anche per le dettagliate proposte di pace, articolate in riflessioni che spaziano dal campo spirituale a quello ecologico, economico e politico, che ogni anno presenta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che l'ha insignito di un Peace Award.
Oltre ad aver fondato diversi istituti culturali, Daisaku Ikeda è stato insignito di diversi premi e lauree honoris causa in riconoscimento alle sue numerose attività da parte di istituzioni di tutto il mondo. In Italia ha ricevuto l'Anello dottorale dall'Università di Bologna Alma Mater nel giugno 1994. Ikeda è stato anche in lizza per il premio Nobel per la pace.
Il 30 gennaio 2006 l'ambasciatore italiano in Giappone Mario Bova ha conferito a Daisaku Ikeda l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Questo riconoscimento viene attribuito ogni anno dal Presidente della Repubblica a personalità di rilievo del mondo letterario, artistico, sociale e umanitario. Già un mese prima il presidente Ciampi aveva ufficializzato i conferimenti presentando Daisaku Ikeda come filosofo e saggista.
È cittadino onorario del comune di Venegono Superiore grazie alla delibera votata dall'amministrazione guidata dal sindaco Mariolina Ciantia e del Comune di Civitavecchia.
Il 23 marzo 2007 L’Università degli Studi di Palermo gli conferisce la Laurea magistrale honoris causa in Scienze della Comunicazione.
Il 25 marzo 2007 a Palazzo Vecchio gli viene conferito il Sigillo della Pace della città di Firenze.

( http://it.wikipedia.org/wiki/Daisaku_Ikeda )


sabato, 29 novembre 2008

...SABATO IN LIBERTĂ€ !!!!!

SOCRATE E L'ORIGINE DEL CONCETTO LAICO DI LIBERTÀ

Il concetto di libertà si misura sul concetto di verità, in altre parole la libertà si può definire solo in relazione alla verità: se per verità s'intende la verità assoluta, allora sarà assoluta anche la libertà (per pochi), se per verità s'intende la verità relativa, allora sarà relativa anche la libertà (per tutti).
Nel primo caso assistiamo alla sistematica negazione della libertà, nel secondo alla sua affermazione in quanto patrimonio inalienabile di ogni individuo.
Esaminiamo dunque la prima ipotesi.
Esiste una verità assolutamente vera, che nessuno può o deve mettere in discussione e può essere una verità religiosa (Dio, la Bibbia, il Corano) o una verità ideologico-politica (nazismo , fascismo, stalinismo), in tutti e due i casi le conseguenze sul concetto di libertà sono le stesse: essa viene permessa soltanto a chi accetta questa verità, ma negata a chi tale verità rifiuta.
Dunque la libertà subisce una limitazione e da valore universale viene ridotta a possesso di pochi. Questa posizione filosofica possiamo definirla dogmatismo o meglio clericalismo. Quest'ultimo termine si addice, contrariamente a quanto comunemente si crede, sia alla verità religiosa sia a quella ideologico-politica, perché in tutti e due i casi siamo di fronte a una verità creduta per fede (dogma) e al suo sfruttamento per motivi di potere.
In tutti e due i casi assistiamo alla negazione del concetto laico di libertà, che comporta invece l'esistenza di una pluralità di verità, e dunque di verità diverse l'una dall'altra, la cui scelta dipende dalla libertà di ogni singolo individuo.
Si capisce allora che cosa vuol dire anticlericalismo: il rifiuto di ogni forma di dogmatismo religioso o ideologico, perché entrambi hanno come scopo inevitabile l'imposizione, con la forza o con altri mezzi più subdoli, di un dogma, che rifiuta ogni forma di dubbio.
Nel caso dell'Italia di oggi il termine "clericalismo" assume soprattutto significato religioso e sta ad indicare l'uso politico a fini di potere che il Vaticano e la Chiesa fanno della religione cattolica.

Chiariamo ora la seconda ipotesi, chiedendoci quale sia l'origine storica del concetto laico di libertà. La risposta viene quasi immediata: la filosofia greca e precisamente Socrate.
Se la laicità si misura sul rifiuto della verità assoluta, allora la filosofia socratica si presenta come il più formidabile e laico strumento che la cultura occidentale alla sue origini ha prodotto contro ogni forma di assolutismo. Il metodo con il quale Socrate conduce la sua ricerca è il metodo razionale, perché la ragione è il solo strumento critico che l'uomo possieda e con il quale egli passa in rassegna pregiudizi, errori, definizioni sofistiche, luoghi comuni della società ateniese tradizionale.
La sua ricerca filosofica è volta a cercare quei valori universali, assoluti (la verità), che possono farci da guida nella nostra esistenza, e questo lo porta a scontrarsi inevitabilmente con le verità confezionate dalla cultura dominante e dal potere.
Il primo strumento laico, di cui la ragione socratica si serve è il dubbio, presupposto essenziale della libertà di ricerca, che contrassegna l'essenza della filosofia.
Il secondo è il dialogo con l'altro, perché la ricerca della verità si fa insieme.
Mentre il dialogo di Gesù è in realtà un monologo che annuncia la verità ("in verità, in verità vi dico"), il dialogo socratico, non presupponendo nessuna verità, è scambio reale, ricerca comune. Al termine della quale la constatazione, sempre provvisoria perché la ricerca non ha mai fine ("una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta " dice nella Apologia), è che non abbiamo trovato quei concetti universali ed assoluti che cercavamo come guida della nostra vita, siamo al nichilismo, cioè all'annullamento di tutti i valori assoluti, quel nichilismo che tanto preoccupa e inquieta gli spacciatori di verità di tutti i tempi.
Non sappiamo ad esempio che cosa è la giustizia assoluta. Dobbiamo prendere atto della nostra ignoranza: so di non sapere. Dunque la laica ricerca razionale della verità ha fallito? Niente affatto. Proprio mentre la ragione prende atto dell'inesistenza di valori assoluti essa riesce a darci un'indicazione preziosa e decisiva: se non ci sono valori assoluti, allora c'è posto per una pluralità di valori tutti relativi (relativismo), che devono necessariamente convivere, non perché sono tutti veri, ma perché nessuno è vero in assoluto e sono tutti diversi.
Da tutto ciò deriva il concetto laico di tolleranza, che non vuol dire sopportazione delle idee altrui giudicate dall'alto della propria verità assoluta, ma convinzione che anche queste idee hanno diritto di cittadinanza nel mondo del relativo perchè non esiste un criterio assoluto per giudicarne la verità.
Tutte queste indicazioni sono più che sufficienti a fondare una società aperta, tollerante e democratica, nella quale soltanto è possibile sviluppare la libertà laica, ovvero la libertà di ciascun individuo in quanto soggetto di diritti ma anche portatore di doveri verso la libertà dell'altro, perché libertà laica non vuol dire onnipotenza, ma limite, perché, come dice il filosofo Karl Popper,la libertà di movimento del mio pugno è limitata dalla presenza del naso del mio vicino, o ancora "io non voglio non deve tradursi nel "tu non devi"".
Pochi anni dopo l'assassinio di Socrate, il suo allievo Platone lo ammazzava una seconda volta, sostituendo il suo "so di non sapere" con il "so di sapere tutto", conosco la verità assoluta, la giustizia assoluta, dunque sono in grado di dirvi come fare uno stato perfettamente giusto.
Era la negazione di quel concetto laico di libertà per affermare il quale Socrate aveva pagato con la vita, era la giustificazione filosofica del totalitarismo politico, di quello stato etico, che Platone lascerà in eredità alla cultura occidentale e che sarà la madre di tutti i totalitarismi del Novecento.
Ancora oggi la scelta è tra Socrate e Platone, tra la libertà e la sua negazione.
Sono queste le radici greche della civiltà occidentale.
Marcello Ricci
http://www.civiltalaica.it/web/index.php

 

La libertà - Giorgio Gaber

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia d'inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione. 

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.


venerdì, 28 novembre 2008

...Senza parole...Tienimi con te!!!

Buona notte, buona notte!

Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buona notte finché non sarà mattina.

William Shakespeare

 

Buonanotte principe gentile, e voli d'angeli t'accompagnino cantando al tuo riposo...

William Shakespeare
da: Amleto, Atto Quinto, Scena Seconda

Ho guardato dentro una bugia
e ho capito che è una malattia
che alla fine non si può guarire mai
e ho cercato di convincermi
... che tu non ce l'hai.
E ho guardato dentro casa tua
e ho capito che era una follia
avere pensato che fossi soltanto mia
e ho cercato di dimenticare
di non guardare.
E ho guardato la televisione
e mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu...
... che tu mi rubi l'amore
ma poi ho camminato tanto
e poi c'era un gran rumore...
non ho più pensato a tutte queste cose.
E ho guardato dentro un'emozione
e c'ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.
E va bene così...
senza parole... senza parole...
E va bene così, senza parole...
E va bene così...
E guardando la televisione
mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu...
che tu mi rubi l'amore
ma poi ho camminato tanto 
e poi c'era un grande sole
che non ho più pensato a tutte queste cose...
E va bene così, senza parole... 
E va bene così, senza parole...
E va bene così, senza parole...

Vasco Rossi

Tienimi con te dentro questa vita
chiudi ogni via d'uscita per restarmi più vicina e
tienimi con te quand'è presto la mattina
mentre il cuore sta in sordina dietro a una ferita.
Quanti raggi ha il sole per dar luce ovunque
quando e come vuole e noi siamo due qualunque.
Quante stelle ha il cielo file di miliardi su ogni parallelo
e noi le vediamo troppo tardi
Tienimi con te in un pomeriggio
quando piove giù un litigio ed un giorno sembra eterno e
tienimi con te se è già quasi sera e inverno
tra le righe di un quaderno e un inchiostro grigio
Quante rive ha il fiume senza mai legami
fugge tra le schiume e noi presi in mezzo ai rami.
Quanti anni ha il mondo che ne ha visti tanti
lenti sullo sfondo e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo un pò meno distanti
fino alla fine fino a che si può
e fino al confine fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un pò fino alla fine di tutto
fino allora tu tienimi con te
sotto il buio aperto della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto vuoto e già sofferto.
Quante foglie ha il vento nei viali soli
quando ha il sopravvento su noi persi in altri voli.
Quante onde ha il mare come belve in gabbia
sempre lì a scappare e noi siamo solo sabbia.
 Che pena poter bagnare appena le labbra
fino alla fine fino a che si può e fino al confine
fino all'ultimo fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un pò
e fino alla fine di tutto
fino allora tu tienimi con te

Claudio Baglioni


giovedì, 27 novembre 2008

...Annarella_CCCP

Voglio che la famiglia sia sostituita dalla comune, e in una comune il matrimonio non è necessario. Se ami una donna, vivi con lei; se l’amore svanisce, vi salutate con profonda gratitudine: “Tutti i giorni che abbiamo passato insieme sono stati memorabili. Rimarranno nella mia memoria come un dolce ricordo. Mi sembreranno un sogno, un bel sogno. Ora però è giunto il momento di separarci con gioia. D’ora in poi saremo amici”, e non c’è alcun bisogno di diventare nemici.
Entrambi vi stancate, è umano. La famiglia è inumana. Ti obbliga a vivere con una donna che odi. Ti obbliga a mentire a un uomo che vorresti uccidere. È prostituzione, non è famiglia! La mia definizione di prostituzione è: fare l’amore con un uomo che non ami. In questo caso, il matrimonio è prostituzione a lungo termine. Una prostituta è disponibile solo per una notte, e la devi pagare. Tua moglie è disponibile per tutta la vita, e la devi pagare. È un accordo commerciale, finanziario. Hai comprato quella donna per tutta la vita.
In una comune il matrimonio non serve. Il matrimonio crea la famiglia. Le persone dovrebbero stare insieme per amore, solo per amore. Quando senti che l’amore non c’è più, e ancora rimanete insieme, creando tensioni e ansietà, è meglio dirsi addio, prima che le cose diventino troppo amare. Al primo segnale di frustrazione, di noia, separatevi. Trovate nuovi amici.
da:
Cristianesimo e Zen - Osho

L'uomo è cresciuto oltre la famiglia.
L'utilità della famiglia si è esaurita, è durata fin troppo, è una delle istituzioni più antiche, e solo persone molto intelligenti possono constatare che è già morta. Per gli altri ci vorrà tempo prima che riconoscano l'estinzione.
Nel nuovo contesto in cui si evolverà l'umanità non ha più alcun rilievo per la nuova umanità che sta nascendo.
La famiglia ha avuto lati buoni e cattivi. È stata molto utile, grazie a essa l'uomo è riuscito a sopravvivere, ma dannosa, perchè ha corrotto la mente dell'uomo.
Ma in passato non c'erano alternative, non era possibile scegliere altrimenti; era un male necessario. In futuro non lo sarà più: il futuro può offrire stili di vita alternativi.
Nel mondo ci sono delle famiglie rarissime, non più dell'1% che sono meravigliose, la cui utilità è evidente, in cui si cresce, dove non esiste autoritarismo, dove non esistono giochi di potere, dove non c'è possessività, in queste famiglie i bambini non vengono distrutti, la moglie non cerca di annientare il marito, e il marito non tenta di distruggere la moglie; in esse ci sono amore e libertà, e le persone stanno insieme solo perchè questo le rende felici, non per altri motivi.
In queste famiglie non si imparano giochi politici, per queste persone non è necessario un cambiamento, possono continuare a vivere in una famiglia..
Ma per la totale maggioranza dell'umanità la famiglia è qualcosa di orrendo. Potete chiedere agli psicoanalisti e vi risponderanno: "La famiglia genera ogni sorta di malattia mentale, tutte le psicosi, le nevrosi, sono prodotte dalla famiglia. La famiglia crea un essere umano molto, molto malato".
Oggi si può cambiare: dovrebbero diventare possibili stili di vita alternativi. Per me uno stile alternativo è la comune; ed è il migliore. Una comune è questo: persone che vivono in una famiglia allo stato liquido. I bambini appartengono alla comune, sono di tutti. Non esiste proprietà personale, nè un ego privato.
Un uomo sta con una donna perchè desiderano vivere insieme, perchè si trattano con tenerezza, perchè questo li rende felici. Nel momento in cui sentono che tra loro non c'è piu amore, non continuano a restare attaccati l'uno all'altra; si salutano con riconoscenza, si lasciano in amicizia. Iniziano a incontrarsi con altre persone. In una comune un bambino avrà un'anima più ricca. Conoscerà molte donne, conoscerà molti uomini, non diventerà mai dipendente da una o due persone. Questo sarà il passo più rivoluzionario di tutta la storia dell'umanità: la gente inizierà a vivere in comuni, sarà più fiduciosa, più onesta e sincera e si dovrà ricorrere sempre meno alla legge. In futuro non ci sarà più il matrimonio, nè esisterà il divorzio, la vita sarà molto più fluida, esisterà una fiducia più grande nei misteri della vita, in quanto tale che non in altre cose: il tribunale, la polizia, il prete, la chiesa. E i bambini apparterranno a tutti: non dovranno tirarsi dietro l'etichetta della propria famiglia. Essi apparterranno alla comune che se ne prenderà cura.
I bambini sono misteri infiniti. Nel momento in cui inizi ad allevarli, quando inizi a creare in loro modelli e dei caratteri non fai altro che imprigionarli. Non ti potranno perdonare mai più. E non impareranno altro, per cui perpetueranno quell'insegnamento nei loro figli, che verrà tramandato nei secoli!
La comune sarà l'elemento capace di rimpiazzare la famiglia, ma in una comune potranno vivere insieme solo persone che meditano. Solo quando sapete come rendere la vita una festa, potete stare insieme; solo quando avrete conosciuto la dimensione che io chiamo meditazione, potrete vivere insieme, sarete capaci di amare. L'antica assurdità dell'amore, inteso come monopolio, deve essere abbandonata, solo allora si potrà vivere in una comune.
In una comune vivrà ogni sorta di persone, ogni tipo di religione sarà un confluire di mille filosofie differenti, e il bambino avrà l'occasione di apprendere.
Un giorno andrà in chiesa con uno zio, il giorno dopo con un altro zio andrà al tempio, e imparerà di tutto: potrà scegliere e non ci saranno imposizioni.
La vita può diventare un paradiso qui e ora. Tutte le barriere devono essere rimosse. La famiglia è una delle barriere più grandi.
Osho

lasciami qui
lasciami stare
lasciami così
non dire
una parola che
non sia d'amore
per me
per la
mia vita che
è tutto quello che ho
è tutto quello che io ho
e non è ancora
finita
è tutto quello che io ho
e non è ancora
finita

finita
finita

CCCP


martedì, 25 novembre 2008

...buonanotte buonanotte!!!

IL CORAGGIO DELLE DONNE 

Sono coraggiose le donne,
ci costa caro, ma bisogna ammetterlo.
La fragilità? Solo uno stato culturale,
più che un dato biologico.
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherandone la superficialità.
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l'aiuto di nessuno,
rivalutando l'ancestrale primato,
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
agli uomini che sono anche padri,
la loro presenza, puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilità,
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.
Sono forti e coraggiose, le donne,
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni; costruendo solide storie
spendendo patrimoni sentimentali, contro la morale comune.
Sono forti e coraggiose, le donne, quando sopportano,
violenze di ogni tipo, per salvaguardare quello che resta di famiglie,
che non son più tali.
Sono la speranza del mondo, le donne, in qualsiasi
circostanza continuano a far nascere uomini,
che poi le tradiranno.

Bruno Esposito 

buonanotte_g

La luna è alta com'è svelta
forse non t'ha visto mai
sennò starebbe qui a guardarti
non andrebbe a letto mai

ninna nanna sotto gli alberi
e tu inventami qualche favola
stelle non fate briciole
la luce fa male all'amore

buonanotte buonanotte
ai delfini ai naviganti
ai lampioni ai fiori e ai vecchi mendicanti
buonanotte a voi amanti

buonanotte buonanotte
anche a chi non dormirà e a chi lo fa
a chi ha perso un altro giorno di cammino
e a chi invece è già vicino

buonanotte a un sogno piccolo
perchè poi si avvererà e non lo sa
alle donne ai cacciatori senza mira e senza cuore
buonanotte a te amore

la luna aspetta
questa notte forse non se ne andrà via
perchè la gente è dolce quando dorme
sa di nostalgia

buonanotte buonanotte
ai bambini a tutti quanti
ai paesi con le case senza niente
buonanotte alla mia gente

buonanotte buonanotte
alla pace se verrà noi siamo qua
a chi inventa in un sorriso la speranza 
a chi sbaglia e non ci pensa

buonanotte ai cuori teneri
che non tremeranno mai
al silenzio al tuo respiro a questa notte che ora muore
buonanotte a te amore

Mina


lunedì, 24 novembre 2008

...Forse le donne sanno fingere

 gli orgasmi. Ma gli uomini sanno fingere intere relazioni.
Sharon Stone
 
 

 Gli uomini si sposano perché sono stanchi, le donne si sposano perché sono curiose; entrambi ne escono disillusi.
Oscar Wilde

Essere donna è terribilmente difficile perché consiste principalmente nel trattare con gli uomini. Joseph Conrad

Gli uomini sono sempre sinceri. Cambiano sincerità, ecco tutto. T. Bernard  

Gli uomini non cambiano - Mia Martini

Sono stata anch'io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E ho lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un'altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell'età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e che ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d'amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch'io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un pò più dura
Che se l'uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c'è
Sono quelli innamorati come te.

Almeno tu nell'universo - Mia Martini

Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama,
cambia idea improvvisamente, prima la verità
poi mentirà lui senza serietà come fosse niente.
Sai la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta,
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
Un punto sei che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
Un punto sei che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

Senza luce - Dik Dik

Han spento già la luce
son rimasto solo io
e mi sento il mal di mare
il bicchiere però è mio
cameriere lascia stare
camminare io so
l'aria fredda sai mi sveglierà
oppure dormirò.
Guardo lassù la notte
quanto spazio intorno a me
sono solo nella strada
o no no qualcuno c'è.
Non dire una parola
ti darò quello che vuoi
tu non le somigli molto
non sei come lei
però prendi la mia mano
e cammina insieme a me.
Il tuo viso adesso è bello
tu sei bella come lei
Guardo lassù...
quanto spazio intorno a me
sono solo nella strada
insieme a te...

DOLCE NOTTE E...

TANTI FANTASTICI SOGNI!!!

BESOSSSSSSSSSS......


domenica, 23 novembre 2008

...Chi c'è in ascolto!!!

A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo.
In una è obbligato a fare tutto ciò che non vuole, a lottare per idee nelle quali non crede. Ma c’è anche un’altra vita, ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con uomini che la pensano come lui.
Il guerriero consente sempre alle due vite di avvicinarsi. “C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare,” pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato.
Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.

Scrivi di nuovo quello che ti ho già detto: “Il guerriero della luce ha bisogno di tempo per se stesso.” E impiega questo tempo per il riposo, la contemplazione, il contatto con l’Anima del Mondo. Anche nel pieno di un combattimento, egli riesce a meditare.
In certe occasioni, il guerriero si siede, si rilassa e lascia che tutto ciò che sta accadendo intorno continui ad accadere. Guarda il mondo come se fosse uno spettatore, non tenta di crescere né di sminuirsi, ma solo di abbandonarsi senza alcuna resistenza al movimento della vita.
A poco a poco, tutto ciò che sembrava complicato diventa semplice. E il guerriero ne gioisce.

tratto da "Manuale del guerriero della luce" di Paulo Coelho (pag.110-111)

Accendi questa notte di cristalli liquidi
il cielo è un crocevia di mille brividi
di satelliti che tracciano segnali nitidi
che seguono la via di mondi ripidi
chissà se queste macchine che parlano per noi
ci riavvicinano o ci allontanano
quando sembra di sfiorarsi e invece in mezzo restano
dei ponti levatoi che non si abbassano mai
io non sono di qui
io son di passaggio
io sono in mezzo al mio viaggio
sono io che ti invio un messaggio
da maggio io vengo e vado dietro a un miraggio
di un domani che inganna da lontano
e porta me lontano da domani
e che mi stringe a sé
in questo tempo avvolto
chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
incontrami in questo spazio senza margine
nel fondo del display che fa da argine
a cento secoli volati via come vertigine
qualcuno schiacciò play e fu l'origine
chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu
è verosimile o è un facsimile
quando sembra di viaggiare e invece resti immobile
tra i totem e i tabù dell'impossibile ma
io che mi muovo qui
io oltre frontiera
io solo in zona straniera
sono io fermo alla tastiera
ogni sera schermo di vita vera o chimera
di essere laggiù là dove non mi trovo
e non so più come trovare dove adesso vivi tu
che forse sei in ascolto
io che parlo da qui
io passo attraverso
un blu sconosciuto e diverso
io non so più se vado verso
o all'inverso torno se è un sogno o è l'universo
che un insieme è di mille e mille soli
e gli altri e me che siamo soli insieme
per questo chiamo te
da un mondo capovolto
chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
chi c'è con me
chi c'è chi c'è in ascolto
non smettere di trasmettere

Claudio Baglioni


sabato, 22 novembre 2008

“La vita intera è una grande barzelletta cosmica”__Osho

"La vita senza allegria 

è una lampada senza olio"

Walter Scott

L'allegria è d'ogni male il rimedio universale.

Perego

Checco Zalone (dal dialetto barese Che cozzalone!, che significa "Che tamarro!") è la parodia di un cantante neomelodico napoletano che si esibisce durante comunioni e matrimoni, rielaborando in chiave neomelodica partenopea tutti i generi musicali. Immenso, e a tratti, ingombrante, il debito nei confronti della coppia Toti e Tata, ammesso dallo stesso in varie occasioni. In particolare il personaggio si rifà a quelli interpretati da Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, rispettivamente "Piero Scamarcio e lo Scippatore d'emozioni". L'abbigliamento, consistente in una maglietta rosa attillata ed un jeans, ed un uso alquanto personale della grammatica italiana caratterizzano il personaggio. Durante le sue apparizioni a Zelig, Checco fa intendere di essere un ex-galeotto, e molto spesso racconta le sue comiche avventure presentandosi come vittima della società, mentre invece alla fine lascia intendere che stava commettendo furti, rapine ecc.

http://www.checcozalone.it/onedit.asp?IDPage=249


giovedì, 20 novembre 2008

...Una volta egli le disse:

Gambe di pianoforte Stampa artistica di Ben Christopher

“Scrivere è bene, pensare è meglio.
L’intelligenza è bene, la pazienza è meglio.” 

 Hermann Hesse in "Siddharta"

Una volta egli le disse:“Tu sei come me, sei diversa dalla maggior parte delle altre persone. Tu sei Kamala, e nient’altro, e in te c’è un silenzio, un riparo nel quale puoi rifugiarti in ogni momento e rimanervi a tuo agio; anche a me succede così. Ma poche persone posseggono questa dote, sebbene tutti potrebbero averla”.

“Non tutti gli uomini sono intelligenti“disse Kamala.

“No,“ disse Siddharta “non si tratta di questo. Kamaswami è tanto intelligente quanto lo son io, eppure non ha alcun rifugio in se stesso. Altri lo posseggono, eppure in quanto a ragione sono bambini. La maggior parte degli uomini, Kamala, sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino. Fra i tanti sapienti e i Samana che ho conosciuto ce n’era uno di questa specie, un uomo perfettissimo, che non potrò mai dimenticare. È quel Gotama, il Sublime, il predicatore della nuova scienza. Migliaia di giovani ascoltano ogni giorno la sua dottrina, seguono a tutte le ore le sue prescrizioni, eppure sono tutti foglie secche, non hanno in se stessi la dottrina e la legge“.

tratto da "Siddharta" di Hermann Hesse

Personalità Empirica - Franco Battiato


martedì, 18 novembre 2008

...riflessioni della notte!!!

Un fiore appassisce anche se l'amiamo, la gramigna cresce anche se non la vogliamo.

Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia.

Se non riesci a trovare la verità là dove sei, in quale altro luogo speri di trovarla?

Il tempo è rapido come il fulmine: un istante, e non c'è più.

Eihei Dogen

Tempo perduto - (parole di Roberto Kunstler)

Tempo, perduto tempo!
Piazza Navona come altri cento
giorni di vento, vento e fontane
segnano il tempo con le campane.
Tempo, da noi sconfitto
l'ultimo raggio da un cielo fitto
castigo nero puntuale
piove sopra a un ospedale 
e dolcemente sulla via.
Tempo, mondo di sogno
mezze creature superumane
sento chitarre gatti suonare 
e lancinanti come zanzare.
Tempo, sembra leggero
poi d'improvviso tutto è importante
ogni dettaglio significante
può divenire significato.
Ed ora non c'è patria e non c'è dio
ma ci sei tu ci sono io 
e tutto il resto sembra càos, sembra niente.
Tempo! Lascia passare!
Questo tempo che forse stanotte ci fa cantare.
Tempo: basta parlare!
solo ascoltare quello che hai dentro 
ma prima che il fuoco del tutto sia spento
trova una strada e battila in fondo.
Tempo ci lascia muti
ad osservare i nostri errori
Tempo... Fermare il tempo
sarebbe a dire: l'Eternità.
Ed ora non c'è patria e non c'è dio
ma ci sei tu ci sono io.
E tutto il resto sembra càos, sembra niente.
Tempo! Lascia passare!
Questo tempo che forse stanotte ci fa cantare.

Sergio Cammariere


sabato, 15 novembre 2008

...Tutto quello che un uomo!!!

Se non fosse per te
Cosa avrebbe un senso
Sotto a questo cielo immenso
Niente più sarebbe vero
Se non fosse per te
Come immaginare
Una canzone da cantare
A chi non vuol sentirsi solo
Se non fosse per te
Crollerebbe il mio cielo
Se non fosse per te
Sarei niente, lo sai
Perché senza te io non vivo
E mi manca il respiro
Se tu te ne vai
Quando sono con te
Chiudo gli occhi e già volo
D’improvviso la malinconia se ne va
Dai pensieri miei cade un velo
E ritrovo con te l’unica verità
Solamente tu sai
Anche senza parole
Dirmi quello che voglio sentire da te
Io non ti lascerò
Fino a quando vivrò
Tutto quello che un uomo può fare
Stavolta per te lo farò
Una pioggia di stelle
Ora brilla nell’aria
Ed il mondo mi appare
Per quello che è
Un oceano da attraversare
Per un cuore di donna
O la spada di un re
Perché senza te io non vivo
E mi manca il respiro se tu te ne vai
Solamente tu sai
Anche senza parole
Dirmi quello che voglio sentire da te
C’è un tempo per l’amore
Che spiegarti non so
Tutto quello che un uomo può fare
Stavolta per te lo farò
Tu sarai la regina
Dei miei desideri
L’orizzonte costante
Di questa realtà
Tu che sei per me, come vedi
Tutto quello che un uomo
Sognare potrà
Tutto quello che un uomo
Sognare potrà

Sergio Cammariere

giuli_minabirbantella_venezia14.11.08

giuli_venezia 14.11.08

giuli_venezia 14.11.08

giuli_venezia13.11.08

Falasca Dario - Ponte dei sospiri

IL PONTE DEI SOSPIRI

Ebbe questo soprannome nell'Ottocento ed era il ponte che collegava le sale dei tribunali nel Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, derivanti da un ampliamento del Palazzo e divise dal corpo principale da un piccolo canale.
Quello che oggi sembra un nome sentimentale e che fa da sfondo alle passeggiate in gondola degli innamorati deriva dalla letteratura romantica che descriveva il passaggio dei prigionieri che prima di andare ad espiare la loro condanna, guardando fuori dalla finestrella al centro del ponte la meravigliosa veduta sulla laguna e sull'isola di S.Giorgio, sospirassero sapendo che molto probabilmente non avrebbero mai più rivisto la luce del sole.

 La gondola, è diventata, per milioni di turisti, il simbolo stesso di Venezia.
Il nome gondola sembra derivare dal greco antico concula che significa arca o cassa. Come in molti casi l'etimologia del nome non è certa, infatti gli studiosi di Venezia e gli storici hanno elaborato anche altre ipotesi sulla provenienza del nome gondola dando origine a polemiche e teorie che perdurano incerte tutt'oggi. Inizialmente gli studiosi erano convinti che l'origine del nome gondola derivasse dalla corruzione di alcuni termini, quali conchula o cymbula, apparsi in antiche scritture greche. I glottologi moderni lanciano l'ipotesi che gondola derivi dal latino cunula, termine che indica 'cosa che oscilla e ondeggia' oppure dal veneziano antico gonda, o ancora, dal francese gondole, il nome di una piccola tazza dalla forma che ricorda la gondola, nel contesto però, è più probabile che sia avvenuto il contrario. Esistono mille altre teorie sull'etimo gondola, ma l'unica cosa certa è che il primo documento in cui appare questo termine, risale al 1094.

La gondola è unica anche per le sue caratteristiche costruttive. È l'unica imbarcazione al mondo, lunga 11 metri e pesante più di 600 Kg, a poter esser manovrata con leggerezza e facilità da una sola persona e con un solo remo; è asimmetrica, dato che il lato sinistro è più largo di quello destro di 24 cm e quindi naviga sempre inclinata su un fianco. È tale asimmetria che consente di essere condotta da un unico rematore che, oltre alla spinta in avanti deve controllare anche gli spostamenti laterali. Ecco perchè la gondola, che come tutte le barche lagunari ha il fondo piatto così da consentirle di superare anche fondali di pochi centimetri, è priva di timone: la particolarissima forma della forcola, il lungo remo e una tecnica di voga raffinata, permettono quindi ad un solo gondoliere di condurre l'imbarcazione.

Per la sua costruzione sono adoperati otto diversi tipi di legno e sono ben 280 le parti che la compongono. I soli elementi in metallo sono: il caratteristico "fèro"a 6 denti di prora, la cui forma a S dovrebbe simulare l'andamento del Canal Grande e la lunetta, posta sotto uno stilizzato corno ducale, il ponte di Rialto, mentre i sei denti rappresenterebbero i sei sestieri in cui è divisa Venezia; e il "risso"di poppa, che dovrebbe simboleggiare l’isola della Giudecca.
Prima che la gondola diventasse di esclusivo uso turistico, e cioè da pochi decenni, al centro della stessa veniva montata una copertura invernale e notturna chiamata felze, che era dotata di una porta e di finestre scorrevoli con veneziane e tendine, di specchi e di uno scaldino; serviva a proteggere i passeggeri sia dal freddo sia dagli sguardi indiscreti.