...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.       

energiavitale

vivo consapevolmente ogni attimo

SONO GIULI

giuli1
Utente: giuli1
amo la vita e regalo un sorriso anche a chi mi porge spine amo sentirmi libera come un gabbiano e volare in alto sul mare in tempesta o in cielo tra i raggi del sole giuli110@hotmail.it


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mercoledì, 30 aprile 2008

...Sonetto amoroso

Se volgi a caso i tuoi occhi soavi

e tenero mi osservi, in quel momento

provo dentro di me un simile contento

che più non temo un danno che mi aggravi.

Ma se li vedo schivi o disdegnosi o gravi

mostrandomi nel viso il tuo scontento

tanta pena mi dai, un simile tormento

che quasi della vita mi disgravi.

Cosi per me tu reggi la vita e la morte

racchiusa nella luce dei tuoi occhi e sai

darmi con il tuo sguardo morte e vita.

e io sono felice, anche se la mia sorte

vuole che la mia vita dipenda da te, se mi dai

la morte, presa da te la morte mi sarà gradita.

LUIS VAZ DE CAMOES


postato da: giuli1 alle ore 16:04 | link | commenti (1)
categorie: poesia, amore, riflessioni, dedica
domenica, 27 aprile 2008

...Saro' un angelo

Saro' un angelo dalle piccole ali
e volero' leggera
fino alle profondita' del tuo cuore...
Mi spingero' ancora più giù
giù ...fino a toccare il tuo amore...
Dormiro'!
Sognero',
cullata dai battiti del tuo cuore buono
e morirò solo quando smetterai di amarmi...
Sara' il sopirsi dei battiti
Che mi togliera' il respiro...
Solo allora volero' in alto
volero' via con le mie piccole ali...

Anonimo


postato da: giuli1 alle ore 01:40 | link | commenti (4)
categorie: poesia, amore, dedica
sabato, 26 aprile 2008

...Il tuo pianoforte

 
C ome un antico nastro di jazz
A poco a poco svanisce in allegria
R imane in sottofondo nostalgia
L ’odore di ricordi sbiaditi
O ra suona continuo il silenzio.
                                  diego rossi
 
giuli_pianoforte_Foto811

postato da: giuli1 alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: poesia, riflessioni, pensiero, dedica
giovedì, 24 aprile 2008

...The Phantom Of The Opera_Deliver Me...

IlFantasma dell'Opera

[CHRISTINE:]
Mi ha cantato nel sonno
Mi è venuto in sogno,
Quella voce che mi chiama,
E chiama il mio nome.
Sto sognando di nuovo?
Poiché ora scopro
Che il Fantasma dell’Opera è lì,
Nella mia mente.
 
[FANTASMA:]
Canta ancora una volta con me
Il nostro insolito duetto;
Il mio potere su te
Aumenta ancora di più.
E anche se ti volti
Per guardare indietro,
Il Fantasma dell’Opera è lì
Nella tua mente.
 
[CHRISTINE:]
Quelli che hanno visto il tuo viso,
Indietreggiano impauriti.
Io sono la maschera che indossi,
 
[FANTASMA:]
E’ me che ascoltano.
 
[INSIEME:]
Il mio/tuo spirito e la tua/mia voce
Sono un tutt’uno;
Il Fantasma dell’Opera è lì
Nella tua/mia mente.
 
E’ lì, il Fantasma dell’Opera
Guardatevi dal Fantasma dell’Opera.
 
[FANTASMA:]
In tutte le tue fantasie
Hai sempre saputo
Che l’uomo e il mistero
 
[CHRISTINE:]
Erano entrambi in te.

[INSIEME:]
E in questo labirinto
Dove la notte è cieca,
Il Fantasma dell’Opera è qui
Nella tua/mia mente.

[FANTASMA:]
Canta, angelo mio della musica!

 Liberami
 
Liberami, fuori dalla mia tristezza
Liberami, di almeno tutta la pazzia
Liberami, coraggio di guidarmi
Liberami, dritta dentro me
 
Tutta la mia vita mi sono nascosta
Sperando che ci fosse qualcuno come te
Ora che tu sei qui, ora che ti ho trovato
So che tu sei l’unico che mi rimette in sesto
 
Liberami, ama e preoccupati
Liberami, dà e condividi
Liberami, attraverso ciò che sto sopportando
 
Tutta la mia vita mi sono nascosta
Sperando che ci fosse qualcuno come te
Ora che tu sei qui, ora che ti ho trovato
So che tu sei l’unico che mi rimette in sesto
 
Liberami (liberami)
Liberami (liberami)
 
Tutta la mia vita mi sono nascosta
Sperando che ci fosse qualcuno come te
Ora che tu sei qui, ora che ti ho trovato
So che tu sei l’unico che mi rimette in sesto
 
Liberami (liberami)
Oh liberami (liberami)
Non mi libererai


mercoledì, 23 aprile 2008

...riflessioni d'amore

Il cerchio si è chiuso.
Fai parte del mio essere, del mio esistere.
Sei per me l'aria, la luce, la vita, tutto.
Ti sto donando piano il mio cuore.
In ogni cosa che faccio,
in ogni persona che incontro,
vedo te, con il tuo sorriso,
le tue carezze, la tua dolcezza.

Romano Battaglia

L'amore non conosce la sua profondità
finchè non arriva l'ora del distacco.

Gibran


postato da: giuli1 alle ore 22:25 | link | commenti (5)
categorie: amore, riflessioni, dedica, meditazione, aforismi celebri
martedì, 22 aprile 2008

...kundalini_Shiva & Shakti

Shiva & Shakti
  
La kundalini è il potenziale energetico più grande e potente che l’uomo possieda, è una grossa energia che giace addormentata alla base della colonna vertebrale avvolta su se stessa, come un serpente, per tre volte e mezzo.
Kundalini è un’energia di tipo femminile, è un’energia creatrice rappresentata simbolicamente dalla dea Shakti. Quest’energia, terminato un lungo e profondo percorso di conoscenza e crescita interiore, dovrebbe arrivare in maniera naturale ad innalzarsi incanalandosi lungo le nadi che circondano i nostri chakra, fino a raggiungere l’ultimo di questi il Sahasrara, sede del dio Shiva, l’energia maschile.
Le nadi sono circuiti energetici, sono due, si chiamano Ida e Pingala e s’incrociano a sinistra e a destra dei chakra percorrendoli dal basso fino all’alto. Sono rappresentati come due canali, uno di colore blu e l’altro di colore rosso perché uno collegato all’inspirazione (aria fresca) e l’altro all’espirazione (aria calda).
Quando kundalini sale e raggiunge l’ultimo chakra, maschile e femminile si riuniscono in un solo nucleo, gli opposti si annullano e si sposano contemporaneamente così che l’uomo raggiunge lo stato dell’illuminazione ovvero lo stato di “uomo completo”, di uomo totale.
In questo stadio nell’uomo non esistono più né il bene né il male, non esistono più squilibri, non esistono più gli opposti ma si raggiunge uno stato neutro grazie alla beatitudine e all’equilibrio concesso dal ricongiungimento con il divino che è in noi e con quello fuori di noi. L’argomento della kundalini e, soprattutto, dei chakra, è molto complesso perché ad ogni chakra corrisponde un comportamento, un’attitudine mentale, perché ogni chakra ha una corrispondenza fisica quindi incide su una precisa parte del corpo e, non per ultimo, perché tutto questo influenza per via indiretta anche la parte spirituale.
Sappiamo che i chakra possono essere aperti, chiusi o bloccati e che questo dipende dal lavoro svolto nelle vite precedenti perché nasciamo già con chakra aperti o chiusi ed è difficilissimo cambiare lo stato di un chakra nella vita attuale.
Quello che possiamo fare è lavorarci sopra ma l’effetto dell’apertura lo riporteremo nella prossima incarnazione: se oggi faremo un buon lavoro su un chakra chiuso, quando rinasceremo troveremo quel lavoro fatto e il chakra aperto.
Non solo: un chakra aperto fisicamente non è detto che lo sia anche mentalmente e spiritualmente, può essere aperto a livello fisico ma chiuso agli altri due e viceversa, un chakra chiuso lo può essere fisicamente ma non mentalmente etc. Ecco il perché della loro complessità, perché nello yoga si guarda ad ogni cosa, ad ogni aspetto, e principalmente all’uomo, in maniera triplice, quindi fisicamente, mentalmente e spiritualmente.
Ma cosa significa avere un chakra aperto o chiuso?
Quando un chakra è aperto, l’energia entra dall’esterno e fluisce liberamente penetrando tutti gli strati dell’aura, quando invece il chakra è chiuso, o bloccato, l’energia trova un ostacolo e non penetra: in quel punto avremo uno squilibrio o a livello fisico o a livello mentale o ad entrambi.
La funzione principale dei chakra è quella di assorbire l’energia cosmica, metabolizzarla ed alimentare gli strati delle nostre auree ma quando questo processo non funziona bene perché l’energia trova un ostacolo (il chakra chiuso) allora l’energia non fluisce e si crea un blocco e quindi un nodo da sciogliere nella nostra mente. Il loro perfetto funzionamento è, invece, sinonimo di salute e benessere ad ogni livello, fisico, mentale ed energetico-spirituale.
I chakra vengono visualizzati sotto forma di fiore (i chakra vengono chiamati anche “padma” cioè loto) e, quando il loro stato è buono, dovrebbero essere belli, luminosi e pieni di vita. Quando invece la carica negativa del nostro comportamento mentale corrispondente agisce sul chakra, questo fiore appassisce e perde di vitalità.
Esiste un collegamento ben preciso fra i chakra e la mente: al chakra Muladhara corrisponde la rabbia, allo Svadhistana il rancore, al Manipura la passione, all’Anahata l’amore universale, al Visuddha la dolcezza, all’Ajna il distacco.
Quindi, ad esempio, una persona rabbiosa o che non sa gestire il rapporto con la propria rabbia, sentimento che potrebbe anche essere ‘sano’ e non per forza negativo, potrebbe avere problemi con il Muladhara a livello mentale, quindi potrebbe essere bloccato o addirittura chiuso.
Lavorare sulla kundalini non comporta l’apertura dei chakra a tutti e tre i livelli. Molte persone cercano di risvegliare in maniera forzata, e non sicura, questa grossa energia che invece dovrebbe risvegliarsi e incanalarsi da sola, in maniera spontanea dopo un profondo lavoro su noi stessi. Molti sono coloro che si illudono di poter costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta e cercano di ottenere i risultati che dà il risveglio della kundalini senza “lavorare”. Ma questa sembra una strada obbligata perché una delle prime cose che s’impara conoscendo lo yoga e conoscendo l’energia è che niente è gratuito e che ogni cosa ottenuta è il risultato di grandi sforzi e sacrifici. Quindi si può avere la kundalini innalzata senza avere però l’aperturta dei chakra i quali, se collegati a meccanismi mentali, non possono che aprirsi solo quando questi meccanismi saranno conosciuti e soprattutto superati. Quando kundalini salirà in maniera corretta, quindi in maniera del tutto spontanea seguendo i tempi della nostra crescita interiore e spirituale allora, insieme con il risveglio delle latenti capacità sensitive dell’uomo, raggiungeremo anche l’impeccabilità, la qualità che isola da qualsiasi campo negativo e che ci fa agire senza paure, senza freni, senza illusioni e soprattutto facendoci essere noi stessi.
  
da “La Via del Guerriero” 2001
http://www.rajayoga.it/kundalini.html

domenica, 20 aprile 2008

...riflessione della notte

giuli1_palinuro1


venerdì, 18 aprile 2008

...Che male c'è

 

Abbracciami perchè mentre parlavi ti guardavo le mani
Abbracciami perchè sono sicuro
che in un'altra vita mi amavi
Abbracciami anima sincera abbracciami questa sera
per questo strano bisogno anch'io mi vergogno
Che male c'è che c'è di male
Se la mia vita ti appartiene ed è normale
Che male c'è che c'è di male
Se chiudo gli occhi e insieme a te sto così bene
Credimi averti incontrato è stata una fortuna
Perchè stare da soli a volte
Sì a volte fa paura
E tu mi hai messo le manette
poi c'ho la testa sulle gambe strette
Mi sveglio in mezzo a quel sorriso
Gridando questo è il paradiso
Che male c'è che c'è di male
Se la mia vita ti appartiene ed è normale
Che male c'è che c'è di male
Se chiudo gli occhi e insieme a te sto così bene
Prendimi prendimi lanciami un segnale
In un giorno di sole col diluvio universale
Lanciami uno sguardo per farmi capire se devo stare zitto
Oppure lo posso dire che il potere è avere solo
Solo il sentimento e noi ci siamo fino al collo ci siamo dentro
Che bella confusione che c'è nella mia mente
e come è bello stare con te in mezzo alla gente
Ehhehh... che c'è di male
Se la mia vita ti appartiene ed è normale
Che male c'è che c'è di male
Se chiudo gli occhi e insieme a te sto così bene

Pino Daniele

giuli_lovers


mercoledì, 16 aprile 2008

...Romano Battaglia

Il tempo non conta per il cuore.
Si può amare anche stando lontani
e quell'amore, se è vero e puro,
non morirà mai neanche fra mille anni. 

martedì, 15 aprile 2008

...riflessione del giorno dopo

In una battaglia vince colui che ha fermamente deciso di vincere.

Leone Tolstoj 

A proposito di politica,

ci sarebbe qualcosa da mangiare?

Totò


postato da: giuli1 alle ore 23:27 | link | commenti
categorie: riflessioni, curiosità interessanti, aforismi celebri
domenica, 13 aprile 2008

...Fior di loto

 

Come la rosa per l'occidente il loto è per l'oriente il più significativo e importante tra i simboli floreali ed è ricco di significati e allusioni.

Indica spiritualità, è simbolo di purezza e dell'armonia cosmica. Il loto è considerato sacro e rappresenta anche Nirvana. 
Il loto, profumatissimo giglio, comincia a crescere nel fango, al fondo di un bacino idrico di acque limacciose e sboccia a splendore di sole, galleggia in superficie, la sera si richiude su sé stesso. I suoi petali e foglie non si inumidiscono e l'acqua cade giù. In India era considerato il simbolo mistico per eccellenza della "luce del cuore" proprio per il modo singolare con cui si apre alla luce

Per gli antichi egizi era il primo fra i fiori e si diceva che la prima divinità del pantheon fosse nata proprio da lì. Il popolo Egizio lo considerava il simbolo dell'eloquenza, simbolo di speranza, di salvezza e di rinascitaI suoi petali venivano pertanto posti nelle parti intime delle mummie delle donne, proprio come simbolo di purificazione e di rigenerazione. Il loto, dunque, rappresenta l'auto-creazione, la nascita della terra dal caos e, nello stesso tempo,  la luce e l'ordine, l'aspetto evolutivo del mondo e degli uomini. Infatti secondo l'antica cosmogonia egizia, dal bocciolo di un fiore di loto nacque Ra. Il dischiudersi del bocciolo illuminò di luce divina le acque limacciose del Nun (il Caos Informe) che si ritirarono mostrando la terra asciutta. Ra se ne compiacque e salì verso le stelle per diventarne la più luminosa ed illuminare la terra che aveva appena creato. Egli divenne Aton, il disco solare. Ora non vi era più solo Caos ed Oscurità, poichè Ra aveva portato Luce ed Ordine nel mondo. L'offerta del fiore di loto era considerata un atto sacro, per cui essa compare spesso nell'arte. Nelle scene di dipinti e rilievi si pone il loto in mano ad una donna e lo si offre poi sugli altari. Sulla tavola delle offerte vi sono tutti gli oggetti e gli alimenti indispensabili per l'aldilà, anche i fiori di loto.

Il loto era sacro anche presso i Romani che lo consideravano un simbolo di generazione e di unione e lo chiamavano "junonia rosa", in onore a Giunone. 
Presso i Greci era ritenuto il "fiore dei fiori", nato dal sacrificio della ninfa Lotis la quale, piuttosto di cedere alle insane voglie del satiro Priapo, preferì gettarsi nelle acque del fiume. Con i suoi petali si adornavano la fronte le giovani spose e le regine.

Secondo la tradizione Induista, è il simbolo della prima manifestazione dell'essere supremo, è la porta del grembo dell'universo. Assunse le sembianze di una Dea-loto che era la grande Dea Madre adorata in vaste aree del mondo, simile ad Afrodite e Hathor. Viene spesso raffigurato come un fiore d'oro dai mille petali ed è il simbolo della grazia femminile e della fecondità. La Dea loto fu venerata anche dalla popolazione pre ariana fino a quando il suo culto non venne inglobato nella tradizione vedica. La figura di colei che tiene in mano il loto, nel buddhismo tantrico, dove le idee del buddhismo si amalgamano con quelle dell'Induismo, è una manifestazione letteraria della saggezza trascendente. Nel Brahmanesimo si immaginava che le creature divine nascessero dai fiori di loto. Nel Buddismo, il fiore di loto è simbolo di "estremo disinteresse per se stessi e dedizione al prossimo", fondamentale negli insegnamenti di Shakyamuni. Denota nella cultura buddista, il principio femminile di ogni Buddha e Bodisattva.

Ogni varietà di loto simboleggia nel Buddhismo uno stato spirituale. Il bianco è lo stato di purezza mentale e di perfezione spirituale del Buddha. Il loto rosa rappresenta il Buddha Siddhartha Gaitama. Il rosso è il colore della compassione da parte del Buddha, l'azzurro è la sua intelligenza suprema, infatti, in questo caso il fiore viene rappresentato chiuso perchè i mortali non possono contemplarla. Quasi tutte le divinità del Buddhismo sono rappresentate sedute su fiori di loto che ne simboleggiano la totale purezza, i mille petali rappresentano la pluralità degli universi sui quali regnano le divinità raffigurate.

Il loto non cresce in Tibet. Ciò significa che nella cultura e nella religione tibetane il loto è un’acquisizione puramente simbolica che ha unito i popoli al di là e al di qua dell’Himalaya nel rappresentare la più alta visione di Purezza e di Bellezza: lo stelo del loto si erge infatti dalla melma degli stagni e dei laghi per fare sbocciare il fiore, incontaminato e incontaminabile, immacolato e perfetto, sopra la superficie dell’acqua. Il loto è l’unica pianta acquatica che grazie alla forza del suo stelo fa sbocciare il fiore con un numero di petali sempre regolare da otto a dodici, tutti uguali fra loro.

Nella loro simmetria i petali hanno sempre rappresentato il simbolo dell’armonia del cosmo; in questo senso si utilizza il loto nel tracciare mandala e yantra.
Straordinari sono i significati simbolici del loto: la melma rappresenta la sofferenza, quanto di oscuro e plumbeo vi è nel mondo, tutto quanto trattiene il nostro essere dall’acquisire quella “chiara visione” che grazie alla pratica incessante ci permetterà di elevarci sopra tutte le contaminazioni del mondo fenomenico per farlo sbocciare, radioso e immacolato, alla luce della propria consapevolezza. Il loto rappresenta la purezza di corpo, parola e mente, la vera essenza del nostro essere che è rimasta fondamentalmente immacolata malgrado il fango del mondo, essa si realizza solo alla luce della nostra consapevolezza.
Il loto a otto petali è l’equivalente della ruota del Dharma che ha otto raggi.
Nel Tantrismo i centri dell’energia vitale sono rappresentati come dei fiori di loto a più petali.
Il loto è uno degli Otto Simboli di Buon Auspicio che costituiscono uno dei più antichi e conosciuti gruppi di simboli della cultura tibetana; essi sono presenti già a partire dai testi canonici del Buddhismo Indiano, cioè nei testi redatti in pali e in sanscrito.
Essi sono: la Ruota della Dottrina, il Parasole, i Pesci d’Oro, il Vaso del Tesoro, il Loto, la Conchiglia, il Glorioso Nodo Senza Fine o Nodo dell’Amore Infinito, lo Stendardo della Vittoria.