...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.
vivo consapevolmente ogni attimo
Sei nato per la musica, hai vissuto per essa ed hai comunicato con essa. Conoscerti ed ascoltarti suonare è stata una piacevole scoperta: la tua musica raccontava una storia d’amore e di lotte, di gioia e di sorrisi, di lacrime e di carezze, di liti e di paci, di cose non dette ma dette, di abitudini e di piaceri, di viaggi per scoprire nuove emozioni. Sempre con umorismo e fantasia.
Ci hai lasciato all’improvviso, come tu desideravi, e silenziosamente hai lasciato in noi il dolce ricordo dell’uomo che sei stato. Ma in fondo sei solo uscito di scena e con un sorriso perché... “te ne sei visto bene della vita!!!”.
Mi dicevi: “La cosa più grande che tu possa imparare è amare e… lasciarti amare”. È vero. E mentre ci avvolgiamo ancora delle tue dolci note una lacrima, solo una, bagna il nostro volto per dirti “Grazie, ti amiamo”.
E.A.

C ome un antico nastro di jazz
A poco a poco svanisce in allegria
R imane in sottofondo nostalgia
L ’odore di ricordi sbiaditi
O ra suona continuo il silenzio.
diego rossi
Il vero miracolo non è volare in aria o camminare sulle acque, ma camminare sulla terra.
un detto zen

Ode al giorno felice
Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda


A giuli
Un buon desiderio mi porta oggi da te.
Hai la mia fiducia, il mio grazie,
il mio certo deciso furtivo
sentimento di amicizia degno di te.
Sento dentro minare il mio cuore gremito di te.
Sei addentrata nella mia anima
come sentimento di bisogno umano,
certo del tuo silenzioso aiuto.
Sei arrivata dirompente
di sorrisi, di forza, senza paura.
Sei il dolce destino,
il mio sacrificio,
il mio orgoglioso crescere.

Ho un'amica dolce e cara
che non ho incontrato mai
personalmente,
ma con lei da molti mesi
s'è creato un gran rapporto
così dolce
così caldo
che di più non si potrebbe.
Quest'amica dolce e cara.
Sei tu, cara giuli,
l'amica di cui parlo
e grazie al progresso
siam diventati amici con successo!
La posta elettronica
fa grandi prodigi
bisogna saper approffittare
dei suoi servigi.
Son grato al Signore
per questo bell'incontro
che con grande amore ci ha
uniti nel cuore.
Godiamo di
questa opportunità
che godremo appieno
nell'eternità.
luigi655

Le persone che si amano
in modo totale e sincero
sono le più felici del mondo.
Magari hanno poco,
magari non hanno nulla,
ma sono persone felici.
Tutto dipende dal modo
in cui ci amiamo.
Maria Teresa di Calcutta

...dedicato ai miei due figli, gli amori miei!!!

Il Natale napoletano, benchè contaminato anch’esso dalle tendenze consumistiche della società contemporanea, conserva tutt’oggi alcuni aspetti forti della tradizione partenopea che ruotano attorno ai due simboli del presepe e del menu natalizio. Le celebrazioni natalizie cominciano ufficialmente l’8 Dicembre (Festa dell’Immacolata Concezione) giorno in cui si inizia la preparazione del presepe e terminano alla Befana (6 Gennaio), quando il presepe viene disfatto.
Ecco il momento di accennare ad un altro svago che è caratteristico dei napoletani, il Presepe.


Presepe Cuciniello, Napoli, Museo di S.Martino
Il Natale napoletano è caratterizzato oltre che dal presepe, dal gioco della tombola, dalle novene dei zampognari e dal “Natale in casa Cupiello” inevitabilmente anche dal menu natalizio che nelle famiglie più legate alla tradizione è un rito irrinunciabile. Sia il cenone della Vigilia che il pranzo di Natale assumono dei caratteri ben definiti, il primo dominato dal pesce, il secondo dalle verdure e la carne. Entrambi i menu sono comunque completati dai dolci natalizi, i cui colori e profumi accompagnano tutte le feste natalizie della famiglia napoletana.





Alta è la notte, scendono in candida legione
dal firmamento gli angeli recinti di splendor.
Pace alla gente buona: è nato il Redentor.
Fiocca la neve: déstansi
in mezzo all'ombra e al gelo
e alle melòdi angeliche rispondono i pastor:
Sia gloria a Dio del cielo: è nato il Redentor!
Un tintinnio di giubilo da mille torri suona:
s'allargano le tenebre,
Spuntan dai tronchi i fior.
Pace alla terra buona:
è nato il Redentor.
Nell'umile presepio, o Dio, invan ti Celi;
a offrire i re già vengono
mirra, profumi ed òr.
Gloria sia a Dio nei cieli:
è nato il Redentor.
di



e



Nuttata 'E Natale
Dint'a na grotta scura
dormeno 'e zampugnare:
dormeno, appese a 'e mura,
e ronfeno, 'e zampogne
quase abbuffate ancora
'a ll'urdema nuvena;
e, ghianca, accumparesce e saglie ncielo,
dint' 'a chiara nuttata, 'a luna chiena.
Dormeno: a mezzanotte
cchiù de n'ora ce manca;
e se sparano botte,
s'appicceno bengala,
e se canta e se sona
per tutto 'o vicenato...
Ma 'o Bammeniello nun è nato ancora,
e nun s'è apierto ancora 'o Viscuvato.
Fora, doppo magnato,
esce nfucata, 'a gente:
ccà d' 'o viento gelato,
p' 'e fierre d' 'a cancella,
trase 'a furia ogne tanto...
E c' 'o viento, e c' 'o friddo
ncopp' 'a paglia pugnente, a ppare a ppare,
dormeno, stracque e strutte, 'e zampugnare..
di Salvatore Di Giacomo
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Sensazione
I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.
Mi fa tutt' uno con l' erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.
Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.
I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un' inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.
I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l' impossibile
amalgama delle molte cose che sono.
Sono un bevitore dei miei pensieri
L' essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima..
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.

Tu ed io
la voglia di stare insieme
il desiderio nascosto
di scoprirsi l`uno all`altro
il pensiero di fondersi insieme
Tu ed io
vivere la vita adesso
accarezzarsi, baciarsi e sfiorarsi
dimenticare ogni preoccupazione e
abbandonarsi ad una dolce essenza
Tu ed io
come due ruscelli cristallini
che sfociano in un grande fiume
granelli di sabbia
di una clessidra infinita
Tu ed io
due profumi e due fragranze
un nettare divino
aroma di pace e calma
unica risposta alla felicità
Tu ed io
vivere l`attimo fuggente e
l`attrazione fatale per...
Tu ed io
la voglia di non cambiare mai
questo legame immortale.
di Antonio


Urascimataro'
C'era una volta, in Giappone, un pescatore che si chiamava Urascimatarò. Egli era grande e forte, ma forse appunto per questo, amava molto le creature piccole e deboli, e specialmente gli animali. Un giorno, mentre passeggiava sulla riva del mare, vide un gruppo di ragazzi che si agitavano e gridavano. Si avvicinò, e vide che stavano giocando con una tartaruga,...
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