...le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione.       

energiavitale

vivo consapevolmente ogni attimo

SONO GIULI

giuli1
Utente: giuli1
amo la vita e regalo un sorriso anche a chi mi porge spine amo sentirmi libera come un gabbiano e volare in alto sul mare in tempesta o in cielo tra i raggi del sole giuli110@hotmail.it


...se volete immergervi in
una lettura originale!!!

 

Foto recenti


counter

Categorie

aforismi celebri
aikido
amicizia
amore
arte
artisti
arti marziali
auguri
autori
benessere
buonanotte
buona domenica
buon anno
buon giorno
cantautori
carnevale
cinema
citazioni celebri
commedia napoletana
cultura e tradizioni
curiositĂ  interessanti
danza
danza del ventre
dedica
dolcenotte
elfi
energia universale
eros
fate
favole
festa della donna 8 marzo
festa della mamma
festa del papĂ 
festivitĂ  sante
festivitĂ  sante
film
filosofia
fisica
foto
frasi di amore
giappone cultura e pensiero
giochi fantasy
haiku
il linguaggio del corpo
informazione
jacques prévert
jazz
jim morrison
koan
libri
meditazione
MOVIMENTO INDIPENDENZA CULTURALE
movimento indipendenza culturale
musica da ascoltare
napoli
natale festa e tradizioni
opere
oriente filosofia e cultura
osho pensiero e citazioni
pablo neruda
pasqua festa e tradizioni
paulo coelho
pensiero
pessoa fernando
pianeta terra
poesia
poesia zen
prosa
psicologia
racconti
reiki
ridere
riflessioni
saggezza indiana
salvador dalì
san valentino
testo canzone
totò
vacanze
varie
venezia
video 883
video film
video luca laurenti
video Ozzy Osbourne
video paolo vallesi
video 883
video adriano celentano
video aikido morihei tissier
video alberto sordi
video amore ed altro
video audio2
video carmen consoli
video danza del ventre
video danza tip tap
video disney
video duke ellington
video eduardo de filippo
video elton john
video film
video franco battiato
video franco simone
video gatto panceri
video gianna nannini
video giorgio gaber
video giuli
video jim morrison
video john coltrane
video laura pausini
video luca laurenti
video mango
video marlene kuntz
video massimo troisi
video mina
video negrita
video ozzy osbourne
video paolo vallesi
video poesia
video rainer
video renato zero
video riccardo cocciante
video rita hayworth and fred ast
video scott joplin
video sergio cammariere
video shakira
video stadio
video vasco rossi
video vinicio capossela
video yanni
vivere
william shakespeare
yoga
zen

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

MigliorBlog.it

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 27 agosto 2007

  A te dedicata  
Un girotondo per prenderti
ancora la mano,
girare, girare
e dimenticare.
 
Il tuo viso che torna
e si ripete,
nella mia mente.
 
Il mio cuore stanco
pronto a rimettersi in discussione,
in questo gioco adulto
ora
pieno di passione.

Paola Curagi

fiore al virgiliano


postato da: giuli1 alle ore 17:01 | link | commenti (2)
categorie: varie, poesia, amore, dedica

...Una favola joola ...

Prova d'amore

C'era una volta un re che aveva una figlia ammirata da tutti per la sua bellezza e bontà.
Molti venivano a offrirle gioielli, stoffe preziose, noci di kola, sperando d'averla come sposa. Ma la giovane non sapeva decidersi.
- A chi mi concederai? - chiese a suo padre.
- Non so - disse il padre - Lascio scegliere a te: sono sicuro che tu, giudiziosa come sei, farai la scelta migliore.
- Facciamo così - propose la giovane - Tu fai sapere che sono stata morsa da un serpente velenoso e sono morta. I membri della famiglia reale prenderanno il lutto. Suoneranno i tam-tam dei funerali e cominceranno le danze funebri. Vedremo cosa succederà.
Il re, sorpreso e un po' controvoglia, accettò.

palinuro
La triste notizia si diffuse come un fulmine. Nei villaggi fu un gran parlare sottomesso, spari di fucile rintronavano in segno di dolore, mentre le donne anziane, alla porta della stanza mortuaria, sgranavano le loro tristi melopee. Ed ecco arrivare anche i pretendenti della principessa. Si presentarono al re e pretesero la restituzione dei beni donati.
- Giacché tua figlia è morta, rendimi i miei gioielli, le stoffe preziose, le noci di kola.
Il re accontentò tutti, nauseato da un simile comportamento. Capì allora quanto sua figlia fosse prudente.

palinuro 1
Per ultimo si presentò un giovanotto, povero, come appariva dagli abiti dimessi che indossava.
Con le lacrime agli occhi egli disse:
-O re, ho sentito la dolorosa notizia e non so come rassegnarmi. Porto queste stoffe per colei che tanto amavo segretamente. Non mi ritenevo degno di lei. Desidero che anche nella tomba lei sia sempre la più bella di tutte. Metti accanto a lei anche queste noci di kola perché le diano forza nel grande viaggio.-
Il re fu commosso fino al profondo del cuore. Si presentò alla folla, fece tacere ogni clamore e annunciò a gran voce:
- Vi do una grande notizia: mia figlia non è morta. Ha voluto mettere alla prova l'amore dei suoi pretendenti. Ora so chi ama davvero e profondamente mia figlia. E' questo giovane! E' povero ma sincero.-


arconaturale

  Dopo qualche tempo si celebrarono le nozze con la più bella festa mai vista a memoria d'uomo.
I vecchi pretendenti non c'erano e non si fecero più vedere

Ciao giuli1


postato da: giuli1 alle ore 01:48 | link | commenti
categorie: varie, amore, racconti, favole, foto
sabato, 25 agosto 2007

...Brunilde_Sigfrido...

Brunilde: da Walkiria a donna

 
sigrified_e_drago_a    La storia di Brunilde è l’esatto contrario del tema gioioso della resurrezione. Brunilde, infatti, da Walchiria diventa donna, da dea dotata di vita eterna viene precipitata nel mondo degli uomini: cosi vuole Wotan (o Ovidio che dir si voglia) il padre che pure l’ama di amore intenso, costretto a punirla per la sua disobbedienza. Eppure Brunilde ha disobbedito a Wotan per amore, spinta ad agire da una motivazione di alto spessore affettivo: la compassione per Sigmund e per il grande bene di questi verso Siglinda che porta in grembo un figlio, il futuro Sigfrido. Brunilde prova “qualcosa di strano, di nuovo, ma di grande e sacro” che la spinge alla pietà. Wotan è disperato, poichè la sua Brunilde, la figlia adorata non ha rispettato i suoi ordini e si sente costretto a punirla: Brunilde non sarà più una Walchiria dotata di immortalità e potere ma una semplice donna costretta a ubbidire al marito e a patire le sofferenze del vivere, tra cui la morte, lei che tante volte ha accompagnato i guerrieri nella Whallah. Brunilde scongiura Wotan di risparmiarla; egli, disperato, l’accarezza dolce con la consapevolezza di farlo per l’ultima volta: immersa in un sonno profondo, dentro ad un cerchio di fuoco, la fanciulla si risveglierà un giorno donna, pronta cioè all’amore di un essere umano. Un solo dono Wotan le concede, di essere amata dall’eroe più forte della Terra.
 

Il risveglio  

Sigfrido si guardò intorno, curioso. Ed ecco che, ai piedi di un abete, scorse un cavallo bianco, prostrato nel sonno. Più lontano, qualcosa luccicava ai raggi sottili che scendevano tra i rami.

SigfridSi avvicinò, e credette di vedere la figura di un guerriero coricato, con l’elmo calato sul viso e il corpo coperto da un grandissimo scudo. Sollevò lo scudo; il corpo era coperto da una corazza lucente, d’acciaio. Alzò la visiera: apparve il giovane viso di una donna addormentata. Sganciò l’elmo, e un’onda di biondi capelli inanellati si riversò ai lati del viso. Cercò ancora di slacciare la corazza, e siccome non vi riusciva, con la spada delicatamente ne recise le cinghie; la corazza si aperse, e davanti ai suoi occhi apparve Brunilde, raccolta nel suo bianco abito femminile.

 Sigfrido balzò in piedi, quasi spaventato.

-Com’è bella! Com’è bella! Ma ora cosa faccio? Come svegliarla? Aprirà gli occhi?


postato da: giuli1 alle ore 23:16 | link | commenti (2)
categorie: opere, amore, arte, musica da ascoltare, video amore ed altro
venerdì, 24 agosto 2007

...non solo sensuale...

giuli_danzadelventre 

f

La storia  La danza del ventre, in lingua originale Raks sharqi e in italiano danza orientale, è un'arte antica le cui origini pare risalgano ai culti religiosi della "madre terra" praticati nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Era usata in passato per propiziare la fertilità e celebrare il parto. Era anche l'elemento essenziale delle festività agricole, infatti con la danza si chiedeva agli dei il buon esito del raccolto. È stata tramandata e reinventata nei secoli fino a diventare patrimonio etnico delle popolazioni del sud del mediterraneo fino alla Turchia e in parte alla Grecia. L'occidente scoprì l'esistenza di questo mondo nell'Ottocento, grazie a viaggiatori francesi orientalisti e fece subito di questa danza il simbolo di una sensualità orientale da sogno.
                                                                                                                         
Le Danze non erano strutturate secondo canoni estetici, che si sono formati successivamente, ma improvvisate per dare libero sfogo all’espressività, all’emozione. Gesti semplici che rievocano i movimenti degli animali, del mare, della luna, del fuoco. Nella danza del ventre molti movimenti imitano diversi animali come il mata_hari-medserpente o il cammello, le onde del mare, la forma della luna o del cerchio-uovo primordiale, movimenti che ricordano il parto o l’atto sessuale. Nella danza della fertilità (praticata da giovani donne che ballavano in onore della Dea Madre per affrontare i dolori e i segreti della maternità) ritroviamo i particolari movimenti dei fianchi che contraddistinguono la danza del ventre e lo shimmy o rasha, la particolare vibrazione del bacino.  Successivamente con l’affermarsi delle culture patriarcali si distinse in danza laica, organizzata nelle celebrazioni a carattere sociale come nozze, banchetti ed anche feste dedicate al ricordo dei morti generalmente in onore di alcuni Dei; danza popolare o civile, che si celebrava generalmente nei palazzi o nelle case ed era eseguita da gruppi di ballerini di ambo i sessi che erano alle dipendenze dei Signori degli Alcazar (palazzi fortificati). Pur essendo stata praticata a livello popolare, la danza del ventre ebbe varianti raffinate nei secoli X e XI e durante il periodo ottomano, fino all’800.  Dopo tale data subì un lento declino, che la condusse, in seguito a influenze occidentali, a forme di danza impoverite e distorte. È probabile che lo sfaldamento delle comunità rurali abbia contribuito direttamente a questa fase involutiva.

Nel MedioEvo donne di “straordinaria bellezza” venivano acquistate al mercato degli schiavi o venivano rapite come bottino di guerra. Tra le schiave (Indo, Turche, Etiopi, Armene, etc.) che venivano portate nei palazzi di uomini potenti (Califfi, Sultani e ricchi mercanti) alcune si dedicavano al canto ed al ballo ed altre, le meno fortunate, ai lavori domestici. Il padrone dell’harem le affidava ad esperti maestri che loro insegnavano a cantare, a ballare, a recitare poesie, a suonare strumenti musicali ed anche a conoscere la medicina, l’astronomia ed altre scienze indispensabili in quel periodo. fLe schiave-ballerine più esperte godevano di maggiore libertà, ed erano ammesse a competere con musicisti e poeti nelle grandi feste organizzate nei palazzi che duravano anche tutta la notte. Si racconta che intrattenevano gli ospiti ballando e cantando e, a volte, prendevano le spade dei guardiani, se le sistemavano sopra la testa e continuavano a danzare al suono degli zagat. In altre occasioni ballavano con un vaso sulla testa, come è mostrato da disegni di pittori orientali. Durante queste feste alle altre donne del palazzo non era permesso assistere agli spettacoli. Potevano solo sbirciare da dietro le persiane chiuse attraverso piccole aperture del pannello di legno intagliato. Quando le schiave finivano lo spettacolo per gli uomini si recavano nella zona delle donne-mogli, l' Harem, di solito situato nei piani superiori del palazzo dove agli uomini non era permesso entrare, harem significa infatti “proibito” ed erano gli appartamenti riservati alle donne. All'interno di esso venivano condivise le gioie della danza con le altre donne.  L’influenza delle schiave si rinforzò poco a poco grazie alle loro capacità intellettuali e professionali. Molte di loro riuscirono ad impadronirsi di mente e sensi dei loro padroni tramite un intenso scambio verbale, in cui veniva usato corpo e cervello. Per poter progredire nella scala sociale le schiave si resero competitive nelle arti e nelle scienze ed ebbero un ruolo decisivo nel mantenimento e, allo stesso tempo, nell’evoluzione della danza del ventre: aggiunsero quegli elementi che caratterizzavano le loro diverse culture.

danza tradizioneLa tradizione  La danza del ventre al giorno d'oggi è una forma di intrattenimento, ma i benefici che apporta sono sempre gli stessi, a patto di impararne bene i movimenti. Ventre e fianchi sono i più allenati nella danza: parti del corpo esaltate dalla cultura orientale per il loro potere generativo e sensuale. Infatti, i movimenti richiamano quelli della fecondazione e del parto e hanno un effetto salutare su tutto l'apparato genitale femminile. Ma il ritmico roteare dei fianchi, l'oscillazione dell'addome e la torsione del tronco hanno anche altri effetti benefici: rilassano il bacino e i suoi organi interni migliorandone la circolazione e irrobustiscono la muscolatura dorsale mantenendola elastica, tanto da venire raccomandati per il trattamento di dolori lombari, scoliosi, lordosi e cifosi.  Inoltre i fianchi si assottigliano, le gambe si rinforzano e il modo di muoversi acquisisce sicurezza. Non esiste una coreografia precisa, perciò la danzatrice è libera di improvvisare a seconda dei sentimenti che prova. Dolcezza, rabbia, gioia o malinconia vengono così espressi con i movimenti più chiaramente di quanto non si fa a parole. E' un ottimo esercizio sia per ottenere un buon equilibrio neuro-muscolare che per ricominciare a prendere coscienza del proprio corpo nonché della propria femminilità.
 

danza col velo
La danza con il velo  Viene usato come accessorio nella danza del ventre nel XX secolo ma senza avere alcun significato religioso. E' un elemento molto sensuale che la ballerina utilizza per riempire la scena e per rendere la danza piena di mistero coprendo e scoprendo il corpo, è un elemento molto importante della cultura orientale e dipende dall'abilità della danzatrice nel maneggiarlo.
 
 
   
 bastoneLa danza con il bastone  La danza con il bastone in arabo "raks el assaya", è uno stile originario dell'alto Egitto, ispirato ad un ballo tradizionale degli uomini egiziani che in passato utilizzavano il bastone per camminare e per difendersi. La delicatezza e la femminilità sono i principali fattori che differenziano lo stile eseguito dalle donne con quello eseguito dagli uomini.  La danzatrice dimostra tutta la sua abilità nel muovere il bastone orizzontalmente, verticalmente e trasversalmente, sempre in armonia con i movimenti del corpo. Per interpretare la danza con il bastone si utilizza un ritmo che si chiama saidi e come il baladi viene eseguito con la "galabeya" e con la fascia sui fianchi. Attualmente questa danza è un elemento caratteristico del folclore egiziano, dà grande entusiasmo ed allegria a chi la esegue.
 
 spadaLa danza con la spada In arabo "raks al sayf", è una danza molto particolare, in cui la danzatrice deve eseguire una serie di movimenti delicati e sinuosi tenendo la spada in equilibrio sulla propria testa. Richiede una grande abilità e concentrazione.
 
 candelabroLa danza con il candelabro  In arabo "raks el shamadan" proviene dall' antico rito del matrimonio egiziano, in cui la danzatrice precede il corteo nuziale con un candelabro acceso sopra la testa per proteggere e illuminare il cammino dei futuri sposi. Viene eseguita su un ritmo lento, anche questo stile richiede una grande abilità. È uno spettacolo magnifico che si può ammirare anche nei vari locali arabi.
 
 
 
sagatLa danza con i cimbali  I sagat sono uno degli innumerevoli strumenti arabi, e uno dei più antichi, nasce in Egitto circa tremila anni fa; sono 4 piattini di metallo che si mettono sul pollice e sul dito medio di entrambe le mani.  È necessario che la danzatrice conosca i vari ritmi della musica araba per poter ballare e suonare a tempo di musica, viene utilizzato sui seguenti ritmi: saidi, maqsoum, samai, fallahi, Karachi, malfouf e zar.
  
Baladi    È lo stile che rappresenta "la danza popolare". I movimenti di base sono gli stessi della raks sharqi, ma più marcati e meno raffinati. raks sharqiL'abbigliamento è composto da un abito lungo molto lavorato che si chiama "galabeya", da una fascia di monetine o perline sui fianchi per accentuarne i movimenti e da un foulard o un velo come copricapo.  
Raks sharqi  È il nome con il quale viene indicato lo stile egiziano "classico", caratterizzato da movimenti sinuosi, raffinati, sensuali e molto complessi. Per eseguire questo stile le danzatrici indossano un abito professionale, composto da reggiseno e cintura rigida lavorati, dalla gonna e spesso dal velo, che contribuisce a rendere questa danza elegante e unica nel suo genere.
  
La musica   La caratteristica della musica araba è la melodia, ovvero il canto che può viaggiare liberamente senza sottostare a rigide regole armoniche e servendosi di molte più note rispetto a quelle disponibili nella cosiddetta musica occidentale. Non preoccupandosi di dover mescolare insieme strumenti e voci secondo melodie diverse, gli arabi danno massima libertà all'artista, offrendo una grande varietà di intonazioni.

...la chiave per vivere in armonia...

  
...solo tu... 
  

“Non è affatto necessario adattarsi alla sofferenza: è possibile essere totalmente liberi.Ma in quel caso il sentiero è un po’ impervio, è una sfida.”

 
“Il primo passo sul percorso della consapevolezza è essere presenti, osservare con attenzione il proprio corpo. E man mano che se ne diventa consapevoli, inizia ad accadere un miracolo: molte cose che in precedenza si aveva l’abitudine di fare, scompaiono semplicemente dal proprio comportamento. Il tuo corpo diventa più rilassato, più armonioso, perfino nel tuo corpo si diffonde una pace profonda, in lui inizia a pulsare una musica sottile.”

 

“Nel momento in cui diventi consapevole dei tuoi pensieri, rimarrai sorpreso di ciò che continua a scorrere dentro di te. Se ti mettessi a scrivere tutto ciò che si agita in te, in qualsiasi momento della tua vita, non ci crederesti. Prova a farlo per dieci minuti.”

 

“Puoi essere nel presente, ma non puoi pensare; per pensare occorre spazio. I pensieri hanno bisogno di spazio, proprio come le cose, ricordalo. I pensieri sono cose sottili, ma sono materiali; non sono spirituali, poiché la dimensione spirituale inizia solo quando non ci sono più pensieri.”

  

 (da Consapevolezza…Osho)

 

 

postato da: giuli1 alle ore 08:52 | link | commenti (3)
categorie: benessere
giovedì, 23 agosto 2007

...Vinicio Capossela...

http://www.oasidelpensiero.it/immagini_e_sfondi/angeli/angel4s.jpg

Ovunque Proteggi

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.


mercoledì, 22 agosto 2007

...Due Parole ...

18

Due Parole

Questa notte all’orecchio m’hai detto due parole.
Due parole stanche
d’esser dette. Parole
così vecchie da esser nuove.
Parole così dolci che la luna che andava
trapelando dai rami
mi si fermò alla bocca. Così dolci parole
che una formica passa sul mio collo e non oso
muovermi per cacciarla.
Così dolci parole
che, senza voler, dico: "Com’è bella la vita!"
Così dolci e miti
che il mio corpo è asperso di oli profumati.
Così dolci e belle
che, nervose, le dita
si levano al cielo sforbiciando.
Oh, le dita vorrebbero
recidere stelle

ciao giuli


postato da: giuli1 alle ore 09:23 | link | commenti (4)
categorie: poesia, amore, riflessioni, dedica
martedì, 21 agosto 2007

...Mina & Alberto Lupo...

...aspetto te...

PAROLE   PAROLE

              

Cara, cosa mi succede stasera, ti guardo ed è come la prima volta

Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei
Non vorrei parlare

Cosa sei
Ma tu sei la frase d’amore cominciata e mai finita
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai
Tu sei il mio ieri, il mio oggi
Proprio mai
È il mio sempre, inquietudine
Adesso ormai ci puoi provare/ chiamami tormento dai, hai visto mai

Tu sei come il vento che porta i violini e le rose
Caramelle non ne voglio più
Certe volte non ti capisco
Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra,
violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà
Una parola ancora
Parole, parole, parole
Ascoltami
Parole, parole, parole
Ti prego
Parole, parole, parole
Io ti giuro
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta
Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei,
No, non dire nulla, c’è la notte che parla
Cosa sei
La romantica notte
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai
Tu sei il mio sogno proibito
Proprio mai
È vero, speranza
Nessuno più ti può fermare/ chiamami passione dai, hai visto mai
Si spegne nei tuoi occhi la luna e si accendono i grilli
Caramelle non ne voglio più
Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti
La luna ed i grilli/ normalmente mi tengono sveglia/
mentre io voglio dormire e sognare/ l’uomo che a volte c’è in te quando c’è/
che parla meno/ ma può piacere a me
Una parola ancora
Parole, parole, parole
Ascoltami
 Parole, parole, parole
Ti prego
Parole, parole, parole
Io ti giuro
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei

Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi

Chiosso - Del Re - Ferrio

(1971)


postato da: giuli1 alle ore 23:50 | link | commenti (4)
categorie: amore, dedica, artisti, testo canzone, musica da ascoltare, video mina
lunedì, 20 agosto 2007

...vivere in armonia...

 

pianta mare 17.08.07

 

 

“Odora, tocca, senti la brezza e i raggi del Sole. Osserva la Luna. E diventa un semplice specchio d’acqua silente che osserva, allora la Luna sarà riflessa in te con un’incredibile bellezza. Muoviti nella vita osservando continuamente… Se ti renderai conto che ti sei dimenticato di osservare, non rammaricartene, non dispiacertene… per milioni di vite non hai mai provato ad osservare… per milioni di vite non sei mai stato consapevole.” 

 

Osho ha dedicato la vita allo studio dell’uomo e della sua struttura di condizionamenti e identificazioni. Suo obiettivo principale è stato il risveglio della consapevolezza, in grado di aprire alla vita l’uomo contemporaneo.

 

Di se stesso egli ha detto:

 

“Non sono affatto interessato a convertire qualcuno a una mia ideologia, non ne ho alcuna. Inoltre, io credo che lo sforzo stesso di convertire qualcuno sia una violenza, sia un interferire nell’individualità altrui, nella sua unicità, nella sua libertà”.

(da Consapevolezza…Osho)


domenica, 19 agosto 2007

...la cittĂ  ancora semideserta...

 ...meravigliosamente

  

vesuvio dal virgiliano 19.08.07 

sogno il mare...

 

bagnoli 19.08.07


postato da: giuli1 alle ore 22:40 | link | commenti (5)
categorie: varie, foto, napoli, dedica
sabato, 18 agosto 2007

...passeggio danzo sei ovunque...

 
        
il virgiliano

 

DANZA PROIBITA

Ti muovi
davanti a questo tempio
raccogliendo tutto il desiderio
che sale ai tuoi fianchi,
scioglie le tue montagne
e t'abbandoni alla terra
che t'ha offerto la vita.
Sposti i tuoi lineamenti
e gli occhi smarriscono
il tempo necessario
per fermare un secondo
della tua immagine,
un istante del tuo corpo
sinuoso e vibrante
sensibile e beffardo
e t'agiti al cielo e al vento
danzando paurosamente
nella mia mente.
Salgo fino a te
raggiungo il tuo corpo
e questa danza ora diventa
e tu non sei
che la mia anima
e i tuoi sensi
la mia vertigine
e nelle tue labbra
la mia volontà di vivere.


Renato Milleri (Remil)

 

lungomare bagnoli 17.08.07


postato da: giuli1 alle ore 10:14 | link | commenti (3)
categorie: varie, poesia, amore, foto, napoli, danza, dedica